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Abusi di mercato tramite POC: GDF sequestra le quote di 4 società quotate

Finanza
Abusi di mercato tramite POC: GDF sequestra le quote di 4 società quotate
(Teleborsa) - I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, su delega della Procura della Repubblica di Milano, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, delle azioni e delle quote di 4 società di cui 3 quotate sul mercato Euronext Growth Milan, detenute da 3 soggetti e di oltre 100.000 euro, quale profitto del reato di manipolazione del mercato.

Contemporaneamente all'esecuzione del sequestro preventivo è in corso la notifica di 10 interrogatori preventivi nei confronti di altrettanti soggetti indagati, si legge nel comunicato firmato dal Procuratore della Repubblica di Milano Marcello Viola.

L'ANSA cita le società del gruppo OPS come destinatarie del provvedimento. Si tratta di OPS eCom (ex Giglio Group), OPS Retail (già Netweek) e OPS Italia (già EEMS Italia). Tra gli indagati per cui è stata chiesta la custodia cautelare c'è Ciro Di Meglio, AD del gruppo OPS.

Le ipotesi di reato contestate riguardano, tra le altre, manipolazioni del mercato, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazioni di erogazioni pubbliche, nonché responsabilità amministrativa delle società per reati commessi a loro vantaggio da parte degli amministratori.

Le attività di indagine, svolte anche con la collaborazione di CONSOB, hanno evidenziato condotte illecite da parte dell'amministratore delegato e del direttore generale delle società quotate, con il concorso di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti, finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate, raccogliere fondi anche attraverso l'ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento, frodare il mercato finanziario attraverso l'utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC), per oltre 30 milioni di euro.

In merito a quest'ultima condotta, le società quotate, anche al fine di posticipare il gravissimo stato di dissesto in cui versavano, hanno stipulato dei contratti di finanziamento con una società inglese che, in cambio della liquidità fornita, avrebbe ottenuto un quantitativo di azioni corrispondenti all'importo del prestito erogato (nonché ingenti commissioni pari al 5% del prestito). È stato tuttavia accertato che in realtà il sottoscrittore era una società italiana le cui quote sono state oggetto di sequestro e che la liquidità così ottenuta proveniva da società riconducibili allo stesso amministratore delegato nonché dalle medesime società quotate.

Con tale schema fraudolento, che, secondo l'impostazione accusatoria, integra il reato di manipolazione ex art. 185 TUF (di tipo informativo ed operativo), l'amministratore avrebbe ottenuto un vantaggio economico derivante dalla vendita delle nuove azioni emesse nell'ambito del POC e dall'incasso di consistenti commissioni, oltre ad aver ingannato e danneggiato il mercato diluendo il numero di azioni disponibili sul mercato stesso, grazie alla conversione delle obbligazioni, con conseguente deprezzamento dei titoli.
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