Morgan Stanley: impatto contenuto del conflitto in Medio Oriente sul settore travel europeo
(Teleborsa) - Morgan Stanley ha rassicurato gli investitori riguardo all'esposizione delle società europee del settore viaggi e tempo libero al conflitto in corso in Medio Oriente. Secondo gli analisti della banca d'affari, l'esposizione diretta rimane limitata e concentrata solo in alcuni segmenti specifici.
Nel settore alberghiero, i giganti IHG e Accor detengono rispettivamente il 5% e l'8% delle proprie camere nella regione. Whitbread ha un'esposizione minima (inferiore all'1% dei ricavi) ed è protetta per oltre il 90% dal rialzo dei prezzi del gas, mentre Scandic non ha alcuna presenza nell'area. Per quanto riguarda le crociere, l'esposizione annuale è stimata tra lo 0% e il 3%, legata principalmente alle rotte attraverso il Mar Rosso. Sul fronte dei costi, un aumento di 10 dollari del prezzo del petrolio impatterebbe per il 5% sull'utile per azione di Carnival (non coperta) e solo per l'1% su Royal Caribbean (coperta al 60%).
Un elemento chiave dell'analisi riguarda il potenziale beneficio indiretto per le destinazioni europee. Morgan Stanley suggerisce che i turisti europei potrebbero rinunciare alle mete mediorientali a favore di destinazioni domestiche o a corto raggio. Se due terzi dei visitatori europei diretti in Medio Oriente cambiassero meta, la domanda alberghiera in Europa potrebbe crescere dell'1%, con effetti più marcati in località invernali come le Canarie.
Analizzando i precedenti storici, come la Primavera Araba del 2011, i mercati costieri di Spagna, Grecia e Turchia videro incrementi dei ricavi (RevPAR) tra l'8% e il 14%.
Morgan Stanley ha infine concluso che l'incertezza generale potrebbe favorire i viaggi organizzati, a beneficio di operatori come TUI, Jet2 e Carnival, mentre Accor appare come la società più esposta a beneficiare di eventuali spostamenti della domanda verso l'Europa.
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