(Teleborsa) -
Donald Trump ha inaugurato a Washington il
Board of Peace per Gaza annunciando i primi risultati del controverso organismo da lui presieduto a titolo personale, nell'ambito del piano di pace per la Striscia. La prima riunione del board si è svolta alla presenza di rappresentanti di quasi 50 Paesi, alcuni con i loro premier o presidenti, come
Viktor Orban e
Javier Milei. Altri come osservatori, come la commissaria Ue per il Mediterraneo
Dubravka Suica, l'alto funzionario del ministero degli Esteri di Berlino e il vicepremier e ministro degli Esteri
Antonio Tajani per l'Italia. Assente Parigi, idem Russia e Cina, che stanno ancora valutando l'invito ma "saranno coinvolti", assicura Trump.
I toni sono quelli da raduno "Maga" con musica e cappellini rossi.
Trump parla per un'ora: attacca gli oppositori interni, esalta i guadagni di Wall Street, evoca i dazi, lancia un ultimatum di 10 giorni all'Iran, elenca ed elogia i leader presenti, vantandosi anche dell'endorsement che ha dato ad alcuni di loro, come Milei e Orban. Poi lancia la
prima frecciata a chi non ha aderito al Board of Peace, un organismo "senza pari in termini di potere e prestigio: quasi tutti hanno accettato" l'invito "e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me". "Stanno giocando un po', ma si stanno unendo tutti, la maggior parte immediatamente – ha proseguito –. Molti dei nostri amici in Europa stanno partecipando oggi e siamo ansiosi di vederli diventare membri a pieno titolo. Tutti vogliono diventare membri, abbiamo avuto una grande risposta dall'Europa".
"Penso che le
Nazioni Unite – ha affermato Trump – abbiano un grande potenziale. Il Board of Peace avrà quasi il compito di sorvegliare le Nazioni Unite e di assicurarsi che funzionino correttamente. Ma le rafforzeremo, ci assicureremo che le loro strutture siano efficienti, se hanno bisogno di aiuto, dal punto di vista finanziario, possiamo aiutarli".
Il Board of Peace conta finanziamenti per 10 miliardi dagli Usa, oltre sette promessi da alcuni Paesi membri –
Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait – e migliaia di soldati e poliziotti per la forza di stabilizzazione internazionale (Isf) offerti da cinque Paesi:
Marocco, Kazakistan, Kosovo, Albania e Indonesia (fino a 8mila uomini), che assumerà il comando in seconda. Ma per l'Onu servono almeno 70 miliardi per la ricostruzione di Gaza. Le Nazioni Unite contribuiranno con 2 miliardi di dollari per l'assistenza umanitaria mentre la Fifa raccoglierà 75 milioni di dollari per progetti legati al calcio a Gaza.
La forza inizierà ad operare nella
città di Rafah, controllata da Israele, e addestrerà una nuova forza di polizia, con l'obiettivo finale di preparare 12mila agenti e schierare 20mila soldati. Secondo il Guardian, gli Usa pianificano anche "la costruzione di una base militare" per 5mila unità nel sud di Gaza, estesa su una superficie di oltre 1,4 chilometri quadrati, come base operativa militare per la Isf. Tra i nodi da sciogliere la
smilitarizzazione di Hamas: "sembra che si sbarazzerà delle sue armi ma dobbiamo accertarlo", ha detto il tycoon, minacciando altrimenti "punizioni durissime". "Non esiste un piano B per Gaza. Il piano B è tornare alla guerra. Nessuno qui lo vuole", ha messo in guardia il
segretario di Stato americano Marco Rubio. Il
Board of Peace include un
"Executive Board" e il
"Gaza Executive Board". Del board esecutivo fanno parte, fra gli altri,
Rubio, gli inviati
Steve Witkoff e Jared Kushner e l'ex primo ministro britannico
Tony Blair. Questi ultimi tre fanno parte anche del
"Gaza Executive Board" insieme ad esponenti di
Qatar, Turchia, Egitto e
Marc Rowan, l'amministratore delegato di Apollo Management.
Le decisioni del Board of Peace – si legge nello statuto – "saranno prese a maggioranza degli stati membri presenti e votanti, previa approvazione del presidente", una formulazione che sembra indicare la possibilità per Trump di imporre il proprio veto. Dei 50-60 paesi invitati solo una ventina hanno aderito. Ogni stato membro dovrà ricoprire un mandato non superiore a tre anni rinnovabili a discrezione del presidente, con eccezione per coloro che pagano un miliardo di dollari.