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Dpfb, Banca d'Italia alze le stime sul PIL nel 2026 al +1%

Brandolini: "Quadro più favorevole di quanto atteso a giugno". Interessi sul debito al 4,6% del Pil, massimo dal 2014.

Finanza
Dpfb, Banca d'Italia alze le stime sul PIL nel 2026 al +1%
(Teleborsa) - Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede per il 2027 una pausa nel percorso di rientro dei conti, mentre il costo del debito sale. È la lettura di Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia, nell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Quadro e mercati

"Nel complesso il quadro congiunturale appare più favorevole di quanto atteso a giugno", ha detto Brandolini. Il Pil tendenziale è atteso all'1,0% nel 2026, allo 0,6% nel 2027 e allo 0,8% nel 2028. Le stime si confrontano con il +0,6% previsto da via Nazionale nel bollettino di luglio grazie ad un'economia italiana, come quella europea, che "ha mostrato una tenuta superiore alle attese". "Il PIL è aumentato nella prima parte del 2026 e dovrebbe continuare a espandersi nella seconda parte dell’anno e nei prossimi anni, sebbene a ritmi contenuti dagli effetti del rincaro dell’energia e dall’aumento dei costi di finanziamento", ha spiegato. Rialzo dell'inflazione e condizioni finanziarie più restrittive "verosimilmente determineranno un temporaneo rallentamento della domanda interna", con una ripresa dalla seconda metà del 2027.

Sui mercati, il decennale Usa è intorno al 5,3%, "un valore che non si osservava da oltre vent'anni"; Germania al 3,4%, Francia al 4,8%, Italia al 4,6%. Pesano, oltre alle attese di una politica monetaria più restrittiva, "fattori più strutturali, quali le preoccupazioni circa la sostenibilità degli elevati livelli di debito pubblico e l'aumento di offerta di titoli volti a finanziare i cospicui investimenti legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale".

Deficit e debito

Bankitalia ha evidenziato "la temporanea interruzione, nel 2027, del processo di riduzione del disavanzo avviato nel 2021": 2,9% nel 2026, 3,4% nel 2027, 3,2% nel 2028 e 2,3% nel 2029, anche per l'uso della clausola di salvaguardia (0,3 punti di Pil per la difesa e 0,3 per l'energia in ciascuno dei due anni). Sul 2026, "resta necessario porre attenzione agli andamenti nell'ultima parte dell'anno, in modo da contrastare con tempestività eventuali scostamenti, dato il margine ridotto" rispetto alla soglia del 3%. Un disavanzo sopra il 3% nel 2027-28 "potrebbe avere riflessi sull'uscita dalla Procedura per disavanzi eccessivi".

Il debito sale al 138,1% nel 2026 e al 138,5% nel 2027, poi scende al 136,6% nel 2029, con l'inizio del calo posticipato di un anno. Gli interessi passano al 4,2% del Pil nel 2026 e al 4,6% nel 2028-29, "il valore più elevato dal 2014". Un aumento di 100 punti base dei rendimenti costerebbe 0,15 punti di Pil nel primo anno, 0,3 nel secondo e 0,5 nel terzo. "Un elevato debito pubblico costituisce un fattore di vulnerabilità in caso di mutamenti nella tolleranza al rischio dei mercati".

Le indicazioni

"L'individuazione di fonti di copertura nel bilancio per contenere l'aumento del disavanzo consentirebbe di ridurre più rapidamente il rapporto tra il debito e il PIL". Le nuove spese per difesa ed energia favoriranno la produttività "quanto più si privilegerà la componente di investimento rispetto a quella di natura corrente". La spesa per la difesa passa all'1,6% del Pil nel 2027-28 (1,3% nel 2026).

Quanto al bollo auto, l'esenzione temporanea costerebbe 2,4 miliardi nel 2027 e interesserebbe quasi un terzo del parco circolante, con coperture per oltre il 60% da economie sul Pnrr. Il Dpfp, ha infine osservato Brandolini, non specifica le misure per le famiglie.
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