(Teleborsa) -
Seduta in rosso per la maggior parte dei mercati azionari asiatici, con gli investitori che valutano le minacce dell'amministrazione Trump nei confronti della Groenlandia e i dati macroeconomici chiave dalla Cina
pubblicati questa mattina.
Il
PIL cinese è cresciuto del 4,5% nel periodo ottobre-dicembre, in rallentamento rispetto al 4,8% del terzo trimestre (il PIL annuo si è attestato al 5%, raggiungendo l'obiettivo ufficiale di circa il 5%). Le
vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,9% a dicembre rispetto all'anno precedente, la crescita più lenta dalla fine del 2022. La
produzione industriale è salita del 5,2% a dicembre, superando le aspettative di una crescita del 5%.
Giornata "no" per la Borsa di
Tokyo, in flessione dello 0,65% sul
Nikkei 225: il
principale indice azionario giapponese prosegue in tal modo una serie negativa, iniziata giovedì scorso, di tre ribassi consecutivi, mentre, al contrario, incolore
Shenzhen, che continua la seduta sui livelli della vigilia.
Shanghai sale dello 0,29%.
In ribasso
Hong Kong (-1,08%); in denaro
Seul (+1,32%). In lieve ribasso
Mumbai (-0,57%); con analoga direzione, in frazionale calo
Sydney (-0,34%).
Modesto guadagno per l'
euro contro la valuta nipponica, che avanza di poco a +0,4%. Piccolo passo in avanti per l'
euro nei confronti della divisa cinese, che sta portando a casa un misero +0,38%. Frazionale rialzo per l'
euro contro il dollaro hongkonghese, che sta mettendo a segno un modesto profit a +0,45%.
Il rendimento per l'
obbligazione decennale giapponese è pari 2,24%, mentre il rendimento del
titolo di Stato decennale cinese tratta 1,83%.