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Competere, Innovare Crescere: presentato il 18° rapporto Distretti Industriali di Intesa Sanpaolo

Secondo il rapporto i distretti industriali diventano sempre più solidi, cresce l'export nonostante i dazi e le tensioni geopolitiche, mentre le grandi imprese rappresentano il 60% del fatturato totale

Economia, Industria
Competere, Innovare Crescere: presentato il 18° rapporto Distretti Industriali di Intesa Sanpaolo
(Teleborsa) - Nel triennio 2023-2025 i distretti industriali italiani hanno mantenuto una competitività elevata grazie alla tenuta dei dati di commercio estero, nonostante un rallentamento della crescita. È quanto emerge dalla diciottesima edizione del Rapporto annuale "Economia e finanza dei distretti industriali", a cura del Research Department di Intesa Sanpaolo, che offre una fotografia aggiornata dello stato di salute delle imprese distrettuali italiane in una fase caratterizzata da rallentamento della crescita globale, tensioni geopolitiche e crescente frammentazione degli scambi internazionali.


L'analisi evidenzia come i distretti industriali abbiano affrontato questo contesto facendo leva su una maggiore solidità patrimoniale, buoni livelli di redditività e una forte capacità di presidiare i mercati internazionali. Il rafforzamento della struttura finanziaria e le abbondanti disponibilità liquide consentono alle imprese di affrontare le incertezze dello scenario con una resilienza superiore rispetto al passato e di mantenere elevata la propensione agli investimenti.

Durante la presentazione del rapporto, Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: "I distretti sono uno degli elementi che conferiscono al sistema economico italiano una competitività specifica, che non si trova altrove in Europa. Hanno una capacità di fare specifica e distinta e questo genera economie di varietà contrapposte a quelle di scala. Se quest'ultima è composta da tanti pezzi tutti uguali, la prima permette di fare cose diverse. La competizione si basa a livello mondiale su diverse strategie. Ad esempio, gli Stati Uniti e la Cina hanno la strategia dell'economia di scala. Si inserisce qui il discorso del mercato europeo, che potrebbe consentire di avere le economie di scala se non fosse ancora frazionato come è e non completamente unificato"

Gregorio De Felice , Chief Economist e Responsabile del Research Department di Intesa Sanpaolo, ha invece dichiarato: "I distretti industriali italiani confermano una notevole capacità di adattamento, nonostante il livello di incertezza che caratterizza lo scenario internazionale. Il fatturato resta ampiamente superiore ai livelli pre-pandemia, la redditività si mantiene elevata e l'avanzo commerciale continua a collocarsi su valori storicamente molto alti, raggiungendo nel 2025 i 97,4 miliardi di euro, pari a circa l'85% del surplus del manifatturiero italiano. Le imprese distrettuali stanno inoltre ripensando le proprie strategie di internazionalizzazione, diversificando i mercati di sbocco e rafforzando il presidio di nuove aree geografiche, come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna. In uno scenario globale sempre più competitivo, segnato anche dall'intensificarsi della concorrenza cinese, i punti di forza dei distretti – qualità delle filiere, capacità innovativa, presenza di imprese leader e forte radicamento territoriale – continuano a rappresentare un fattore distintivo per la competitività del sistema produttivo italiano".

I dati del rapporto evidenziano un fatturato complessivo delle imprese distrettuali di circa 343 miliardi di euro nel 2024, registrando un lieve calo rispetto al biennio precedente ma restando superiore del 16,6% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019. La redditività si è confermata su livelli elevati con un EBITDA margin all'8% nel 2024, mentre le stime per il 2025 indicano una sostanziale tenuta economica. Il rafforzamento patrimoniale è proseguito in modo diffuso in tutti i settori e dimensioni aziendali, con il patrimonio netto che è salito al 36,6% del passivo, supportato da disponibilità liquide stabili al 9% dell'attivo. L'export distrettuale è cresciuto dello 0,9% nel 2025 (al netto del distretto orafo di Arezzo), generando un avanzo commerciale di 97,4 miliardi di euro, che rappresenta l'85% del surplus manifatturiero italiano. La tenuta delle esportazioni in un contesto internazionale turbolento è stata garantita dalla diversificazione geografica verso mercati in forte crescita come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna, con prospettive di ulteriore sviluppo grazie ai nuovi accordi commerciali dell'Unione Europea. La domanda anelastica che caratterizza il mercato statunitense ha consentito alle aziende di non soffrire eccessivamente i dazi voluti dall'amministrazione Trump.

Il panorama aziendale attuale mostra una forte polarizzazione dei risultati, specialmente tra le micro-imprese, all'interno della quale si distingue un 7% di aziende altamente innovative, internazionalizzate e capaci di trainare produttività, occupazione e salari. La presenza di manager giovani nei consigli di amministrazione accelera la crescita e stimola gli investimenti in qualità e sostenibilità, evidenziando come i distretti offrano vantaggi competitivi specifici per gli imprenditori under 35.

Per il 2026 le priorità d'investimento si concentreranno sugli impianti di autoproduzione energetica, sull'intelligenza artificiale e sulla cybersecurity. Per attrarre e trattenere il capitale umano necessario alla transizione tecnologica, le imprese stanno potenziando le politiche di welfare aziendale, lo smart working e i premi di produzione. Le strategie future in generale si focalizzeranno sulla difesa della quota di mercato negli Stati Uniti e sull'espansione verso nuove aree commerciali, sfruttando le competenze locali che decretano anche il successo dei grandi poli aerospaziali italiani.

(Foto: Il presidente Gros Pietro e l'economista De Felice durante la presentazione del rapporto)
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