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Venerdì 20 Luglio 2018, ore 16.42
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Giù il randello!

Esecuzioni in arrivo per i crediti in sofferenza e le tasse arretrate

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

E' stata solo una operazione di pulizia contabile, quella secondo cui le sofferenze bancarie si sono finalmente ridotte. I crediti deteriorati iscritti nei bilanci, che si sono ridotti del 25% nel giro di appena sette mesi, non sono affatto scomparsi dalla circolazione. Non è che, essendo improvvisamente migliorate le condizioni economiche, i debitori in difficoltà abbiano a ripreso a pagare le rate o rimborsato quelle in sospeso.

Niente di tutto ciò: i crediti, già abbondantemente svalutati rispetto al loro importo nominale, sono stati ceduti agli operatori specializzati, i cosiddetti servicer, che li hanno comprati per un valore ancora peggiore. Per le banche è stato dunque un altro salasso. Ma, ora, arrivano i guai per i debitori in difficoltà. Le banche si erano astenute dal chiedere i fallimenti, al massimo si erano insinuate nel passivo per ottenere anche loro una parte nel corso della procedura concorsuale.

Ma ora non ci sono più scuse, ed è per questo che dobbiamo attenderci un'altra fase particolarmente dura per le famiglie e gli operatori economici in difficoltà con i loro debiti.

Stavolta, non si andrà per il sottile, visto che chi ha acquistato i debiti in sofferenza lo ha fatto per guadagnarci sopra: magari, ha comprato a 2 o a 3 euro un credito nominale di 100, ma privo di qualsiasi garanzia. Cercherà di andare alle spicce, con ogni procedura di esecuzione possibile, pignorando stipendi, pensioni, case e capannoni dei debitori. Non si guarderà in faccia a nessuno.

Il fatto è che ci sono nello stesso mucchio situazioni estremamente diverse: si va dal costruttore che non è riuscito a vendere, oppure neppure a completare, gli edifici per i quali aveva chiesto il prestito alla banca, all'imprenditore serio che non ha altro se non il capannone ed i macchinari con cui lavora. E poi ci sono quelli che hanno approfittato per fare operazioni poco chiare: hanno preso i soldi della banca e sono scappati via. Infine, ci sono centinaia di migliaia di famiglie in difficoltà.

Come se non bastasse, lo Stato vuole incassare i suoi crediti. Per un verso c'è stata l'operazione di rottamazione delle cartelle, ma era una situazione in cui lo Stato rinunciava alle penali ed in cambio chiedeva un pagamento in due anni della somma rateizzata. Questa operazione è stata avviata lo scorso anno, ed ora si tratta di estenderla alle nuove rateizzazioni e di rimettere in pista coloro che per qualche motivo non sono stati in grado di pagare puntualmente le rate di luglio e di settembre: secondo la normativa in vigore, hanno perso il diritto alle dilazioni già ottenute ed allo scomputo delle penalità. La tagliola, per costoro, è già scattata: serve una sanatoria nella sanatoria, su cui il Parlamento è assai diviso.

Ma c'è una quantità immensa di crediti dello Stato che devono essere incassati, per i quali c'è un contenzioso in corso oppure il debitore è defunto, irreperibile, o nullatenente. Nel primo caso ci sarebbe una sorta di rottamazione bis, per cui si paga un forfait e si rinuncia alla causa con il Fisco. Ma nel secondo caso, l'Agenzia delle Entrate potrebbe fare come le banche: cedere il credito in sofferenza al miglior offerente. Incassa quel che si concorda, e poi sarà ancora una volta il servicer ad occuparsi delle esecuzioni mobiliari, cercando di incassare il più possibile. Anche su questo, in Parlamento c'è battaglia, e nello stesso governo le posizioni non sembrano unanimi.

I banchieri sollecitano, all'unanimità, l'ulteriore rafforzamento delle procedure esecutive ed una accelerazione degli iter: in questo caso, venderebbero meglio le sofferenze che hanno ancora iscritte in bilancio. Ma sotto sotto, a muoversi, c'è tutta la lobby di coloro che hanno già comprato le sofferenze: se queste misure passassero, incasserebbero prima, se non di più di quanto previsto.

I crediti in sofferenza sono stati solo spostati dai bilanci bancari a quelli degli operatori specializzati nell'incasso. Lo stesso avverrebbe con i crediti fiscali, se dovessero essere venduti a terzi.

Fate attenzione. Sta per arrivare l'onda lunga della crisi. Fino alle elezioni politiche, si terrà ancora tutto sotto silenzio.

Ma, subito dopo, calerà giù il randello!

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