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Mercoledì 20 Novembre 2019, ore 19.08
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Germania-Italia: in conflitto da trenta anni

Riunificazione tedesca, Maastricht, Euro, Fiscal Compact

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Le guerre moderne non si combattono più con i cannoni.

Questi ultimi, noi Occidentali, ormai li vendiamo ai Paesi poveri, affinché i loro popoli si scannino senza pietà.

In Occidente, si combattono sul piano dell'economia, della finanza, e soprattutto con le regole imposte attraverso gli accordi internazionali.

1989 - LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO FU LA PRIMA RIVINCITA TEDESCA. Esattamente trenta anni fa, nel 1989.

La Germania era stata divisa in due: la Repubblica federale tedesca con capitale a Bonn, sotto il controllo di Usa, Gran Bretagna e Francia; la Repubblica democratica tedesca con capitale a Pankow, sotto il tallone dell'URSS. Per oltre quarant'anni, l'occupazione militare dei vincitori era stata la punizione, con la perdita della sovranità nella condotta interna e negli affari internazionali.

Gli Usa, con Ronald Reagan, decisero di mettere alle strette l'URSS: mai come allora la pressione americana per abbatterla fu così forte. Riunificare la Germania, sotto il controllo occidentale, era la strategia per far cadere la Cortina di ferro, sfruttando il diffuso malcontento che spirava nei Paesi dell'Est europeo, aderenti al Patto di Varsavia. Dopo la rivolta di Budapest del '56, e quella di Praga del '68, c'era Varsavia che guidava la rivolta di Solidarnosch, guidata da Lech Walesa con l'appoggio politico e finanziario degli Usa e del Vaticano. Anche il Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyla nato il 18 maggio 1920 a Wadowice in Polonia, voleva la caduta della dittatura comunista, per riportare la libertà religiosa.

Nel 1984, il Papa polacco aveva deciso di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria, per dar seguito al mistero di Fatima, secondo cui Mosca sarebbe finalmente tornata a Cristo con la caduta del Comunismo.

Per l'Occidente, il Comunismo era il nemico da abbattere, in qualsiasi modo.

La caduta del Muro di Berlino, e l'annessione della Germania Orientale da parte occidentale, era solo il primo passo per disgregare il blocco sovietico, e così fu.

L'illusione era di conquistare la Russia, prendendo in mano tutte le sue immense risorse minerarie: doveva esser fatta a pezzi, resa ingovernabile, e comprata per un tozzo di pane. Questo era il disegno americano; annichilirla dal punto di vista geopolitico, militare, economico.

La Germania riunificata era solo la mossa di partenza. E Bonn, per prepararsi alla Riunificazione, intanto accumulava risorse finanziarie, senza fare la locomotiva d'Europa, come pure avrebbero voluto gli americani. Caduto il Muro, servivano risorse immense per reindustrializzare l'est: partì la più grande operazione di privatizzazione delle industrie di Stato della Germania democratica, che furono acquisite per un tozzo di pane. Per acquisire risorse sui mercati finanziari internazionali, la Bundesbank alzò i tassi di interesse ad un livello inusitato, mentre si decise di cambiare alla pari i marchi orientali con quelli occidentali.
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