Lunedì 6 Luglio 2020, ore 14.17
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Da Trump, una spallata solitaria a Teheran

L'Occidente evapora, mentre si rafforzano i legami tra Iran, Cina e Russia

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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E' stato assunto in modo solitario ed assolutamente inatteso, l'ordine che il Presidente americano Donald Trump ha dato di procedere con un raid aereo alla uccisione del Generale iraniano Qasem Soleimani, capo delle Guardie della Rivoluzione e stratega della proiezione sciita all'estero, mentre era in visita ufficiale a Bagdad.

Dietro questa decisione c'è una logica ferrea, e soprattutto una frustrazione che dura da quarant'anni. Per gli Usa, a partire dalla fuga da Teheran dello Scià Reza Pahlavi, la questione iraniana rimane ancora insoluta. L'America non può più contare neppure sulla condivisione con gli Alleati occidentali, essendosi unilateralmente ritirata dal Trattato 4+2 sull'arricchimento nucleare che aveva posto fine ad un embargo pluridecennale.

Israele vede in Teheran un nemico temibile per la sua sopravvivenza, l'ultimo rimasto in piedi dopo l'annichilimento del regime di Saddam Hussein: la concomitanza tra le esercitazioni navali congiunte di Iran, Russia e Cina nel Golfo Persico, e la presenza a Bagdad di Soleimani in qualità di negoziatore da parte dell'Iran, addirittura invitato dal governo iracheno, hanno rappresentato una provocazione politica di prima grandezza, cui Trump ha risposto alla sua maniera. Ha dato una spallata violenta, inattesa, agli equilibri precari di Irak ed Iran. Alza così il livello della pressione, rendendola insostenibile per tutti, anche per i suoi alleati occidentali.

Ci sono delle ragioni profonde nella crisi ormai quarantennale dei rapporti tra Usa ed Iran., che vanno riportate alla luce.

La scelta che fu fatta nel 1979, di favorire in Iran una successione su base teocratica, con uno Stato fondato sul dominio politico da parte del clero Sciita rispetto alla monarchia laica che era rappresentata dallo Scià, ha condizionato irrimediabilmente tutta la storia successiva.

La radicalizzazione religiosa che ha prodotto il fanatismo ed il terrorismo, le guerre sante contro l'Occidente e gli Usa, nascono dalla scelta compiuta allora. Il pericolo che allora si volle evitare, nel 1979, era l'insediarsi in Persia del Tudeh, il partito comunista vicino alla Russia Sovietica.
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