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Martedì 18 Febbraio 2020, ore 09.33
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Il ritorno degli Imperi

Turchia neo Ottomana e Russia nel Mediterraneo, la Germania nei Balcani

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Mentre l'Impero americano si ritira dal Mediterraneo, si riaffacciano con prepotenza le potenze che furono imperiali e che hanno dominato per secoli la storia europea e mondiale.

Tutto torna, come ai tempi del Congresso di Berlino del 1878: allora si trattava di dirimere le controversie tra l'Impero Ottomano e quello Russo, dopo la conclusione della Guerra di Crimea. Allora, in fondo, le potenze occidentali interessava sbarrare alla Russia l'ingresso dal Mar Nero al Mediterraneo, usando come chiavi di accesso gli Stretti dei Dardanelli controllati dall'Impero Ottomano.

Oggi, non solo la Turchia torna ad affacciarsi sul Mare Mediterraneo, strategia mai più azzardata dopo la sconfitta di Lepanto del 1571, ma troviamo la Russia che fa altrettanto, con basi navali in Siria ed a Cipro.

Ora Turchia e Russia sfruttano la crisi della Libia, divisa in due. E' tutta colpa dell'Occidente: l'Amministrazione Obama a partire dal 2011 ha scatenato le "primavere arabe" per esportare la democrazia. Doveva essere un nuovo inizio, una nuova era nelle relazioni con l'Occidente, una nuova fase dopo la decolonizzazione.

Pur avendo abbattuto le cosiddette democrature, i regimi fintamente democratici ma invero illiberali e repressivi, le primavere arabe hanno scatenato il caos nel nord Africa e nel Medioriente, Libia compresa.

Chissà, forse la strategia era quella di creare un'area di instabilità, per evitare che si creasse l'Unione Euromediterranea, una prospettiva che avrebbe consentito un sviluppo pacifico dell'area, in cui ci sono tanti giovani generazioni, una inesauribile ricchezza di giacimenti petroliferi e tante risorse finanziarie che ora vengono impiegate solo in Occidente. Nessuno può dirlo…

Ora, Russia e Turchia hanno messo nel mirino la Libia.

Da una parte c'è la componente legittimata dall'ONU, con sede a Tripoli: è guidata dal residente Fayez al-Serraj, ed è sostenuta dalla Turchia di Recep Tayyp Erdogan, che ha ritrovato la ambizione di proiezione esterna che un tempo era dell'Impero Ottomano.
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