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Giovedì 8 Dicembre 2022, ore 11.24
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Nuovi Paradigmi Cinesi imitano l'Italia che fu

Non deindustrializzare come fece l'America, ma aggiungere valore alle produzioni tradizionali

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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I modelli di crescita si basano sostanzialmente o sull'aumento delle quantità dei beni e dei servizi che vengono prodotti, ovvero sull'aumento del valore dei beni medesimi attraverso un loro miglioramento qualitativo e quindi sul loro prezzo. Il nuovo processo produttivo è in grado, in quest'ultimo caso, di "aggiungere" maggior valore.

Il vero dramma con cui si confronta l'America da decenni è stata la scelta di abbandonare le produzioni industriali tradizionali, la Old Economy, a favore della New Economy: niente più industria manifatturiera, da delocalizzare nei Paesi a basso costo del lavoro, per privilegiare la New Economy fondata sui servizi, ed in particolare sulle capacità innovative che sono consentite dall'applicazione di internet e dalla conseguente enorme riduzione dei costi di produzione.




Il settore dell'agricoltura è stato parimenti considerato a bassissimo valore aggiunto per via della enorme riduzione dei costi e conseguentemente dei prezzi a livello mondiale, che è stata consentita dalla meccanizzazione, dalle coltivazioni sempre più estensive e dalla selezione sempre più accurata delle sementi e dei concimi. Pur essendo coltivati milioni e milioni di acri, l'agricoltura americana che sfama molte centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, ha pochissimi occupati e pesa pochissimi punti sul PNL, visto che non arriva al 5%.

Il paradosso americano è rappresentato dal fatto che la produzione interna di automobili pesa molto meno della commercializzazione delle auto complessivamente prodotte ed importate: l'intermediazione commerciale crea più valore della produzione. Purtroppo, visto che l'America importa molte più auto di quante non ne produca, ha una bilancia commerciale strutturalmente e drammaticamente deficitaria: in pratica, i consumatori americani spendono i loro soldi all'estero, e l'America si indebita con i Paesi fornitori di questi prodotti. Per quanto il costo del lavoro e della produzione manifatturiera nei Paesi asiatici ed in via di sviluppo sia più basso di quello americano, l'America non vende al resto del mondo abbastanza prodotti agricoli, che appunto valgono poco, ed abbastanza servizi per pareggiare il saldo negativo delle merci. Gli industriali sono restii a riportare indietro le produzioni, e quindi siamo in una fase di stallo.
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