Starbucks, la questione fiscale imbarazza Downing Street
(Teleborsa) - La questione Starbucks torna alla ribalta in Regno Unito, dopo i commenti infelici fatti dal Premier britannico David Cameron, la scorsa settimana, durante il meeting di Davos.
Il Primo ministro inglese, infatti, aveva affrontato il tema delicato dell'evasione fiscale, dichiarando che è ora che le compagnie "si sveglino e sentano l'odore del caffè". Un riferimento non casuale e palesemente diretto alla situazione della compagnia americana, proprietaria della catena di caffetterie più grande al mondo, che ha in ballo una questione di evasione fiscale con le autorità britanniche.
La reazione dell'interessato non ha tardato ad arrivare e la compagnia statunitense ha minacciato che potrebbe ritirare un investimento pianificato di 100 milioni di sterline in Regno Unito.
Intanto, sembra che nel week-end, il direttore della filiale britannica Chris Engskov sia approdato a Downing Street, proprio per affrontare la questione. Formalmente, l'incontro era stato pianificato per trattare di altri aspetti, ma l'uscita infelice di Cameron è troppo recente per non aver dato luogo a chiarimenti al riguardo.
Una cosa è certa, il ritiro di Starbucks dal Regno Unito avrebbe ripercussioni rilevanti sulla malandata economia britannica, che ha evidenziato una decelerazione nell'ultimo trimestre, quando sono scemati tutti gli effetti delle Olimpiadi, che avevano tenuto a galla l'attività economica nella prima parte del 2012.
Dal canto suo, Cameron ha tentato probabilmente di politicizzare una questione molto dibattuta in Regno Unito (e non solo), quella delle trascurabili tasse pagate dalle grandi Corporate americane, fra le quali si contano anche i big di Internet, come Google ed Amazon.com. Una questione che crea malcontento fra la popolazione, già messa sotto torchio dalla politica di austerity messa a punto da Londra.
Se il chiarimento con le autorità britanniche sia andato a buon fine non è dato sapere, ma sarà la politica degli investimenti di Starbucks a parlare.
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