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Brexit, ancora molti i nodi da sciogliere

Belfast mette i bastoni tra le ruote all'accordo sulla. Anche la Scozia chiede di rimanere nell'UE

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Ancora nodi da sciogliere sulla Brexit.

I problemi sui negoziati per arrivare a concludere la prima fase della trattative che porterà il divorzio del Regno Unito dall'UE probabilmente saranno rinviate rispetto all'agenda originale che avrebbe voluto che la prima fase delle trattative si concludesse al prossimo summit dei capi di Stato e di governo, in programma il 15 dicembre prossimo.

A mettere i bastoni tra le ruote a Theresa May, sarebbero stati i suoi alleati di Governo del piccolo Partito democratico unionista nord-irlandese: numeri decisivi per la maggioranza. Il Partito unionista democratico in Irlanda del Nord non ha fatto mistero di non apprezzare la completa libertà alla Brexit (temendo un progressivo allontanamento di fatto dal Regno Unito).

A rincarare la dose il premier scozzese Nicola Sturgeon su Twitter scrive: "se una parte del Regno Unito può avere un allineamento della regolamentazione con l'Unione e restare effettivamente nel mercato unico, che è la giusta soluzione per l'Irlanda del Nord, non c'è una ragione pratica perché altri non possano farlo".

Anche il sindaco di Londra Sadiq Khan insorge: "I londinesi hanno votato a maggioranza per restare nell'Unione e un accordo simile potrebbe proteggere decine di migliaia di posti di lavoro".

"Purtroppo non è possibile annunciare un accordo" sulla Brexit, ma saranno necessari "ulteriori negoziati e discussioni", però "sono ancora fiducioso che si possano fare progressi sufficienti prima del 15 dicembre", ha spiegato il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker dopo l'incontro con il premier britannico Theresa May.

Per il primo ministro inglese si è trattato di un "incontro costruttivo, entrambi i lati hanno lavorato duro e sono stati fatti molti progressi". May ha aggiunto che ci sarà un nuovo incontro con Juncker entro questo fine settimana.

Entrambe le parti sono dunque fiduciose di poter raggiungere un'intesa prima del summit dell'Unione Europea della settimana prossima. Anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk vede "progressi sufficienti" per arrivare ad un accordo, dopo aver parlato con il premier irlandese Leo Varadkar.

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