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Bioeconomia, in Italia genera 328 mld di euro

Secondo il V rapporto Intesa Sanpaolo e Federchimica Assobiotec italiani secondi dopo gli spagnoli

Economia ·
(Teleborsa) - Due milioni di occupati e una produzione che vale 328 miliardi di euro. Sono i dati della bioeconomia in Italia emersi dal V rapporto Intesa Sanpaolo e Federchimica Assobiotec presentato a Bari. Secondo lo studio, l'insieme dei settori che trattano materie prime rinnovabili di origine biologica ha visto una crescita dell’8,8% sul totale delle attività economiche del Paese, ponendo l’Italia al secondo posto in Europa dietro solo alla Spagna.

In particolare, risultano fondamentali le attività di chiusura del ciclo dei rifiuti e recupero dei materiali, settori in cui l’Italia si posiziona tra i primi posti con la più alta percentuale di riciclo: nei rifiuti biocompatibili, il dato italiano è del 91%, ben oltre la media UE del 77%.

A fare da traino è il Mezzogiorno dove alcune Regioni si segnalano per l'elevata specializzazione in bioeconomia, ma è tutto il settore a vedere una crescita importante.

"Le stime confermano la rilevanza della bioeconomia nel nostro Paese, con un trend di crescita nel lungo periodo”, commenta Stefania Trenti, responsabile Industry direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. "In particolare, nel Rapporto, quest'anno approfondiamo la filiera del legno e della carta, dove l'Italia, pur in assenza di una significativa dotazione di materia prima, è stata in grado di ritagliarsi un ruolo di leader nel contesto europeo, puntando sull'innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale".
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