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Domenica 26 Maggio 2019, ore 11.14
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Google nel mirino dell'Antitrust italiana per abuso posizione dominante

L'Autorità è intervenuta dopo che la big USA ha inibito all'app "Enel X Recharge" l'ingresso in Android Auto. Una mossa che ha il fumus di una violazione della normativa per il timore di una concorrenza a Maps

Economia, Finanza ·
(Teleborsa) - L'Antitrust italiana apre una istruttoria su Google per accertare l'esistenza di un abuso di posizione dominante. Lo ha deciso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella riunione dello scorso 8 maggio 2019, deliberando l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti della società madre Alphabet ed anche di Google LLC e Google Italy.

Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni in alcune sedi delle società interessate con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Google, tramite il sistema operativo Android, detiene una posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi per smart device ed avrebbe rifiutato di integrare nell'ambiente Android Auto la app "Enel X Recharge", sviluppata da Enel per fornire agli utenti finali informazioni e servizi per la ricarica delle batterie delle auto elettriche.

Android Auto consente ai possessori di smartphone Android di utilizzare in maniera facile e sicura alcune app e funzionalità del telefonino quando sono alla guida di un veicolo. Pertanto, l’esclusione della app Enel X Recharge da Android Auto riduce la fruibilità di tale app da parte degli utenti e limita le possibilità di questi ultimi di usare le utilità della app, tra cui la prenotazione delle colonnine di ricarica.

L’interesse di Google sembrerebbe quello di difendere e rafforzare il modello di business della propria app Google Maps, che offre una vasta gamma di servizi agli utenti finali, tra cui anche informazioni sulla localizzazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche e indicazioni su come raggiungerle. Google Maps rappresenta altresì un punto di accesso agli utenti finali nonché al flusso di dati generato dalle attività degli stessi.

Il procedimento si concluderà entro il 30 maggio 2020.
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