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Giovedì 17 Ottobre 2019, ore 15.58
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Scuola, precariato: i sindacati europei si ritrovano a Palermo

A vent’anni dalla Direttiva comunitaria, i sindacati affiliati alla Cesi partecipano al convegno-progetto della Cesi Accademia Europea sul tema “Lavoro precario – dotare i sindacati delle capacità necessarie per raccogliere nuove sfide” finanziato dalla Commissione Ue

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - Il 19 e 20 settembre, all’Astoria Palace Hotel di Palermo, i sindacati europei indipendenti che si riconoscono nella Cesi parteciperanno a un incontro promosso dalla CESI Accademia Europa, durante il quale sarà lanciato il progetto sul tema “Lavoro precario – dotare i sindacati delle capacità necessarie per raccogliere nuove sfide”, #noprecariouswork. La conferenza di Palermo, finanziata dalla Commissione Europea, è il primo di una serie di incontri che si svolgeranno anche in altri Paesi europei e si concentrerà sulla questione dell'aumento del lavoro precario entro i confini dell'UE e in diversi settori.

Il giovane sindacato Anief, aderente alla Cisal e alla Cesi, oggi rappresentativo, sarà il padrone di casa a Palermo, dove ha sede la Segreteria nazionale nel Palazzo del Gran Cancelliere. “L’abuso dei contratti a termine – sottolinea Marcello Pacifico, vicepresidente Accademia Europa Cesi e presidente Anief – è una piaga a livello europeo. In questi vent'anni, sono un centinaio le sentenze della Corte di giustizia europea sull'abuso dei contratti a termine, e una su tre riguarda il nostro Paese, segno che bisogna riscrivere le regole comunitarie in maniera più restrittiva nei confronti dell’impiego pubblico. In Italia, per il personale docente bisogna subito cambiare il sistema di reclutamento per evitare di chiamare ogni anno 200 mila supplenti su posti vacanti e disponibili e inventare concorsi straordinari che da soli non risolvono il problema dei contratti a termine, come lo attesta lo stato dell’attuale procedura d’infrazione 4231/14. Siamo fermamente convinti che la dignità del lavoro debba essere l’elemento imprescindibile da cui il sindacato deve partire per sviluppare l’economia. Bisogna rispettare i diritti dei lavoratori prima ancora delle esigenze di bilancio pubblico come più volte ci hanno ricordato i giudici di Lussemburgo e i parlamentari di Strasburgo con le loro recenti pronunce. Partire dalla Sicilia e dall'Italia significa affrontare alle radici un problema comune non più rinviabile, da noi, purtroppo molto sentito”.

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