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Martedì 18 Febbraio 2020, ore 13.13
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Impeachment, al Senato inizia il processo contro Trump

Prima risoluzione della maggioranza che rimanderebbe la presentazione di testimoni e documenti: per i dem è "una vergogna nazionale"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Al via il procedimento di impeachment contro il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Inizia infatti nella giornata di martedì al Senato (dove i repubblicani detengono la maggioranza) il processo che vede il tycoon accusato di abuso di potere e ostruzione al Congresso, come formalizzato dalla Commissione Giustizia della Camera (a maggioranza democratica).

Il primo atto formale è il voto della risoluzione presentata dal leader della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell che, secondo la Cnn, prevede di dare ai manager dell'impeachment (l'accusa) e al team difensivo del presidente 24 ore a testa in due giorni per presentare i loro argomenti di apertura del processo. Seguiranno 16 ore di domande da parte dei senatori.

La risoluzione, discussa e votata oggi, rimanda a un secondo momento la discussione sulla possibilità di mozioni per chiedere con mandati testimoni e documenti ed è stata subito attaccata dalla minoranza dem.

"Una vergogna nazionale - l'ha infatti definita il leader dei senatori democratici Chuck Schumer - È chiaro che il senatore McConnell è ben determinato a rendere molto più difficile ottenere testimoni e documenti e deciso ad affrettare il processo".

Duro anche il commento dello stesso Trump che si è detto "fiducioso" nei confronti dei senatori repubblicani che "contribuiranno a concludere speditamente questa sfacciata vendetta politica per conto del popolo americano".

Intanto, la difesa di Trump - guidata dal legale della Casa Bianca Pat Cipollone e dall'avvocato personale del tycoon Jay Sekulow - ha già fatto la sua prima mossa con l'invio al Senato di una lettera di 110 pagine in cui gli articoli dell'impeachment vengono definiti "un affronto alla Costituzione e alle nostre istituzioni. Gli stessi articoli e il processo corrotto che li ha generati non sono che un'azione politica spudorata dei democratici che va respinta".

Il procedimento, secondo Trump e i legali, nascerebbe dalla volontà del Congresso di "ribaltare il risultato elettorale del 2016 ed interferire nelle presidenziali del 2020": la difesa non nega le pressioni sull'Ucraina e il blocco degli aiuti militari, ma li inserisce nei pieni poteri legittimi del Presidente.

Per i legali dunque i democratici avrebbero "fabbricato" le accuse. "Tutto questo è una aberrazione della Costituzione che il Senato deve rapidamente e sonoramente condannare", chiede la difesa.

L'accusa conferma dal suo canto che le prove sarebbero "schiaccianti e incontestabili" e le azioni di Trump porrebbero "una minaccia per la nazione": da qui, sarebbe "imperativo che il Senato lo condanni e lo rimuova dall'incarico ora, bandendolo in modo permanente dalla possibilità di avere un incarico federale".

Il processo si avvia dunque a diventare un terreno di scontro politico ed elettorale: con la maggioranza al Senato in mano ai repubblicani, al momento, l'assoluzione di Trump appare scontata.
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