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Inflazione negativa per terzo mese consecutivo

L'Istat conferma un calo dei prezzi al consumo dello 0,1% su mese dello 0,3% su anno

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - Inflazione negativa per il terzo mese consecutivo a luglio. Non era così da maggio 2016. Lo annuncia l'Istat che ha pubblicato questa mattina i dati preliminari per il mese di luglio. I prezzi al consumo hanno registrato questo mese una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,3% su base annua (da -0,2% del mese precedente).

L’inflazione negativa continua a essere determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -9,7%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -12,0%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9%). L’ulteriore decimo di punto in meno registrato a luglio si deve quindi sia al rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari (da +2,3% a +1,5%, a causa prevalentemente di quelli degli Alimentari non lavorati, che passano da +4,1% a +2,5%) sia all’ampliarsi della flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a -0,9%).

Rallentano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,1% a +1,5%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da +0,1%).

L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano entrambe, rispettivamente a +0,5% (da 0,7%) ed a +0,7% (e da +0,9%).

L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,1% per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo.

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione congiunturale di -0,6% e una crescita dello 0,9% su base annua (da -0,4% del mese precedente). Il suo rallentamento è dovuto all’avvio posticipato dei saldi estivi rispetto allo scorso anno.

Consumatori divisi

Per Codacons, il dato dell'inflazione risente del crollo della spesa delle famiglie. Il presidente Carlo Rienzi parla di un "segnale estremamente negativo, perché l’andamento dei prezzi in Italia rispecchia la dinamica dei consumi, che hanno subito un drastico crollo a causa della crisi Covid e che stentano e ripartire, con le famiglie che tagliano la spesa in ogni settore". Una dinamica causata dalla "riduzione del reddito subita da una consistente fetta di popolazione, che ha provocato un generale impoverimento e un drastico calo dei consumi che prosegue anche in queste settimane".

Meno pessimista l'Unione Nazionale Consumatori, secondo cui l'andamento dei prezzi, pur determinato dal crollo del PIL, arriva come "una buona notizia", in quanto "il rallentamento del carrello della spesa e la flessione dei prezzi consente di preservare il potere d'acquisto delle famiglie, contenendo la sua caduta dovuta alla riduzione del reddito disponibile".


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