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Recovery Fund, Sabatini (ABI): serve un progetto per l'Italia, sì al MES

Il dg dell'Associazione dei bancari in audizione al Senato propone anche modifiche sulla regolamentazione di vigilanza bancaria.

Economia, Finanza ·
(Teleborsa) - Per utilizzare in maniera efficace le risorse del Recovery Fund serve un "progetto per l'Italia", non una "sommatoria di iniziative da finanziarie". A sottolinearlo è Giovanni Sabatini, direttore generale dell'ABI, chiamato a parlare in audizione al Senato proprio sul piano di rilancio europeo.



"È necessario un disegno organico che guidi la formulazione, in parallelo, dell'indirizzo politico nazionale delineato nella legge di bilancio e dei piani di investimento delle risorse attinte dai programmi europei", ha detto Sabatini che ha individuato in crescita e occupazione gli obiettivi prioritari del piano.

Sabatini non ha dubbi sulla direzione che il piano dovrà intraprendere: "i programmi europei metteranno a disposizione dell'Italia risorse molto cospicue. La disponibilità di queste risorse rappresenta un'occasione da non perdere per avviare l'indispensabile transizione verso un'economia più sostenibile e digitale, ma anche per affrontare le tante criticità strutturali che da troppo tempo costringono la crescita dell'economia italiana su livelli insoddisfacenti".

Il contesto resta sempre quello della crisi scatenata dall'emergenza Coronavirus, una crisi che a parere del dg di ABI va affrontata con "tutte le risorse disponibili", MES compreso. Per Sabatini "appare opportuno attingere a tutte le risorse disponibili per attivare quanto prima le azioni utili al rilancio. Come noto, tra queste vi è il Meccanismo europeo di stabilità". "È auspicio dell'ABI – ha aggiunto il rappresentante di ABI – che si considerino attentamente le opportunità di cui il ricorso a tale strumento consentirebbe di beneficiare. Questo naturalmente, accompagnato da un'attenta analisi, condotta con rigore giuridico, sugli eventuali dubbi interpretativi circa le procedure e le condizioni di accesso. Laddove se ne ravvisasse la necessità, andrebbe valutato l'intervento per la di tali eventuali ambiguità, piuttosto che la rinuncia all'utilizzo di uno strumento in sé utile".

Il direttore generale definisce come "anni critici" quelli che serviranno per la ripresa economica e sottolinea come sia indispensabile "mettere le banche in condizione di assicurare il massimo supporto all'economia". Da modificare ci sarebbero infatti "taluni elementi della regolamentazione di vigilanza sulle banche, riducendone le caratteristiche di prociclicità e tenendo maggiormente in considerazione l'obiettivo della crescita economica".

Il riferimento è alla nuova definizione di default e a Basilea. "Occorre in particolare – ha spiegato Sabatini – rivedere la nuova definizione di default che entrerà pienamente in vigore a gennaio 2021 e che risulta, ancor più in questa fase, fortemente stringente. Inoltre, occorre prevedere un ulteriore slittamento dei tempi di entrata in vigore delle nuove regole di Basilea".


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