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Governo, Politica energetica trasferita al nuovo Mite: la bozza del decreto legge

Al Ministero della transizione ecologica anche la vigilanza su Enea, Gse e Sogin. Concorrenza e sicurezza forniture restano al Mise

Economia, Energia ·
(Teleborsa) - "Al Ministero della transizione ecologica sono trasferite le funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico in materia di politica energetica ferme restando le competenze in materia di liberalizzazione e concorrenza dei mercati e sicurezza degli approvvigionamenti di energia". È quanto si legge nella nella relazione illustrativa della bozza di decreto legge che trasferisce alcune competenze del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) al nuovo Ministero della Transizione ecologica (Mite) guidato dal fisico Roberto Cingolani. Da quanto si apprende il decreto dovrebbe essere discusso domani in preconsiglio dei ministri.



"Al Ministero della transizione ecologica – prosegue la bozza – sono trasferite, a decorrere dalla data di conversione del presente decreto, le risorse umane, strumentali, e finanziarie, compresa la gestione residui. La dotazione organica dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico è determinata nel numero massimo di diciotto posizioni di livello generale e di centonove posizioni di livello non generale. Per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo, il Ministro per la transizione ecologica si avvale della Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari del Ministero dello sviluppo economico nonché degli uffici di livello dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico".

"Si ritiene ottimale – specifica il testo – trasferire al Mite tutte le competenze del Mise su rinnovabili, decarbonizzazione, efficienza energetica, ricerca e nuove tecnologie energetiche clean, mobilità sostenibile, piano idrogeno e strategie di settore, decommissioning nucleare, transizione sostenibile delle attività di ricerca e produzione di idrocarburi".

La logica da seguire per il trasferimento al nuovo Ministero della transizione ecologica delle competenze in materia di energia attualmente presenti nel Ministero dello sviluppo economico e degli altri Ministeri, principalmente quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, – secondo la bozza – "è quella che corrisponde alle 5 dimensioni del Pniec (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima), stabilite in ambito comunitario". Rimarrebbero così al Mise "solo quelle competenze direttamente connesse ad ambiti dell'economia italiana affidati alle più generali competenze del Mise, in cui è prevalente l'interesse pubblico in materia di concorrenza e mercato e quelle di sicurezza fisica delle forniture di energia" Il coordinamento anche di questi temi con le politiche della transizione ecologica sarebbe assicurato dal Comitato presieduto dal nuovo Ministero (come per altre funzioni connesse alla decarbonizzazione, oggi in capo a molti altri Ministeri, basti pensare alla fiscalità energetica, alle politiche dei trasporti e di gestione del territorio, che verosimilmente non saranno tutte assorbite dal Mite).

"Transiterebbero pertanto al Mite tutte le misure di politica attiva e le relative dotazioni economiche a favore della transizione energetica –sottolineala relazione –, mentre rimarrebbe in capo al Mise l'attività di tipo normativo e regolamentare relativa alla sicurezza e alla tutela del mercato e alcune misure di politica industriale direttamente connesse alla tutela del rischio di deindustrializzazione e delocalizzazione di comparti produttivi dove il costo dell'energia ha un ruolo rilevante. Tra essi, l'industria siderurgica, la produzione di cemento, vetro, l'alluminio, ceramica, carta, chimica, che oggi richiedono una gestione per mantenerne la competitività nel quadro della transizione energetica".

In materia di vigilanza sugli enti passerebbe al Mite la vigilanza su Enea, Gse e Sogin, mentre resterebbe al Mise la vigilanza su Gme (che gestisce le piattaforme informatiche di scambio di energia) e su Acquirente Unico (che gestisce i servizi di tutela dei consumatori e le scorte petrolifere di sicurezza da utilizzare in caso di emergenza).

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