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Rete Unica, sfuma offerta CDP. Ministero Imprese: "Soluzione entro fine anno"

Ieri tavolo con i sindacati a Palazzo Chigi: "Da Governo nessuna risposta. Contrari a uno spezzatino di Tim"

Economia, Telecomunicazioni ·
(Teleborsa) - Si va verso una soluzione entro fine anno per la Rete unica. "Il Governo ha svolto in queste settimane ampi e doverosi approfondimenti ed interlocuzioni con i principali soggetti coinvolti nello strategico dossier sulla Rete Unica culminati nell’incontro svolto ieri a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali. Tenendo conto delle priorità di valorizzare le risorse umane di TIM e dar attuazione ad una efficiente e capillare Rete Nazionale a controllo pubblico, il Governo intende promuovere un tavolo di lavoro che entro il 31 dicembre possa contribuire alla definizione delle migliori soluzioni di mercato percorribili per massimizzare gli interessi del Paese, delle società coinvolte e dei loro azionisti e Stakeholder, tenendo altresì conto delle normative esistenti a livello nazionale ed europeo e dei necessari equilibri economici, finanziari ed occupazionali". È quanto si legge nella nota diffusa dal ministro delle Imprese Adolfo Urso e dal sottosegretario Alesso Butti.



Ieri al tavolo interlocutorio tra i sindacati e il governo sul tema della rete unica e del futuro di Tim – cui sono stati convocati i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri insieme ai numeri uno dei sindacati di categoria – era presente solo il capo di gabinetto del Governo, Gaetano Caputi. "Il governo non ci ha dato alcuna risposta. Noi abbiamo ribadito la nostra posizione indicando la necessità di agire in tempi rapidi" ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Sulla stessa linea Luigi Sbarra della Cisl e Paolo Bombardieri della Uil che hanno chiesto un nuovo incontro "per entrare nel merito delle scelte di politica industriale riguardo il futuro di Tim". I sindacati hanno ribadito al rappresentante del governo le loro preoccupazioni su uno spezzatino di Tim pur sostenendo una rete unica. Secondo indiscrezioni di stampa il governo Meloni avrebbe bloccato l'offerta di Cdp per la rete Tim, da integrare con quella di Open Fiber, e per cui era stato sottoscritto un memorandum di intesa che prevede che l'offerta sia presentata entro il 30 novembre, dopo la concessione di una deroga visto che avrebbe dovuto essere presentata già a fine ottobre. L'esecutivo starebbe lavorando a un piano alternativo coinvolgendo tutte le parti interessate, comprese Vivendi e i sindacati.

Dopo l'incontro di ieri cresce, dunque, la possibilità che l'offerta non vincolante attesa per il 30 novembre sia posticipata e che addirittura il Memorandum of Understanding firmato anche con i fondi Kkr e Macquarie e con Open Fiber possa naufragare. Non si è fatto attendere l'impatto sul titolo in Borsa: un'altalena che ha portato Tim a toccare i 21 centesimi di euro in calo del 4% per poi risalire in terreno positivo e infine chiudere in calo dell'1,2% a 0,22 euro.

"Non fare nulla significa delle cose, la prima è una crisi irreversibile di Tim – ha detto il segretario generale della Slc-Cgil, Fabrizio Solari, al termine dell'incontro dei sindacati a Palazzo Chigi –. L'unico piano che Tim ha approvato è quello che prevedeva la gestione della rete sulla base del protocollo di intesa siglato con Cdp relativo alla rete unica, che scade il 30 novembre. Se questa cosa non c'è come pare, e comunque tra 48 ore lo sapremo, la situazione non rimane congelata, precipita".










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