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Venezuela avvia negoziati con gli Usa sul petrolio: il piano di Trump

Economia
Venezuela avvia negoziati con gli Usa sul petrolio: il piano di Trump
(Teleborsa) - Il Venezuela ha avviato ufficialmente un negoziato con gli Stati Uniti sulla fornitura di petrolio. "Questo processo – riferisce la compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela S.A. (Pdvsa) – si svolge secondo accordi simili a quelli in vigore con aziende internazionali, come Chevron, e si basa su una transazione strettamente commerciale, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e reciproco vantaggio. Pdvsa ribadisce il suo impegno di continuare a costruire alleanze che favoriscano lo sviluppo nazionale a favore del popolo venezuelano e che contribuiscano alla stabilità energetica globale".

"Il Venezuela acquisterà solo prodotti americani con i soldi che riceverà dal nostro nuovo accordo sul petrolio. Gli acquisti includeranno, fra l'altro, prodotti agricoli, medicinali, e apparecchiature per migliorare la rete elettrica e gli impianti energetici – ha affermato Donald Trump sul suo social Truth –. In altre parole, il Venezuela si impegna a fare affari con gli Stati Uniti come suo principale partner. Una scelta saggia".

Trump, in una lunga intervista al New York Times, ha poi detto di aspettarsi che Washington gestirà il Venezuela ed estrarrà petrolio dalle sue riserve per anni, sostenendo che il governo ad interim del paese sta collaborando pienamente con gli Stati uniti dopo la cattura di Nicolás Maduro. "Ricostruiremo il Venezuela in modo molto redditizio – ha dichiarato Trump –. Useremo il petrolio e prenderemo il petrolio. Stiamo facendo scendere i prezzi del petrolio e daremo denaro al Venezuela, che ne ha disperatamente bisogno".

Il presidente degli Stati Uniti ha confermato che gli Usa hanno già iniziato a trarre benefici economici dal petrolio venezuelano sottoposto a sanzioni. "Stiamo già facendo soldi per gli Stati Uniti", ha detto Trump, richiamando l'annuncio di martedì sull'acquisizione di "tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio pesante". Il presidente ha però ammesso che il rilancio del settore petrolifero richiederà tempo aggiungendo che la ricostruzione delle infrastrutture energetiche sarà un processo lungo.

Le dichiarazioni arrivano dopo che funzionari dell'amministrazione hanno spiegato che Washington intende assumere di fatto il controllo della vendita del petrolio venezuelano a tempo indeterminato, nell'ambito di un piano in tre fasi illustrato dal segretario di Stato Marco Rubio al Congresso. L'obiettivo – secondo quanto riporta Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza del dossier – è ridurre i prezzi del greggio a 50 dollari al barile. "Il presidente Trump e i suoi consiglieri stanno preparando un'iniziativa radicale per esercitare un controllo dominante sull'industria petrolifera venezuelana per i prossimi anni e, secondo fonti a conoscenza del dossier, il presidente ha dichiarato al suo staff di ritenere che queste misure potrebbero contribuire a ridurre il prezzo del petrolio al livello da lui preferito di 50 dollari al barile", ha riportato il quotidiano. Secondo le fonti citate dal WSJ, il piano prevede che gli Stati Uniti stabiliscano un certo grado di controllo sulla Pdvsa, incluso l'acquisto e la vendita della maggior parte della sua produzione petrolifera. "Se avrà successo, questo piano potrebbe di fatto dare agli Stati Uniti il controllo della maggior parte delle riserve petrolifere dell'emisfero occidentale", ha osservato il quotidiano.

Il Venezuela attualmente produce circa 800mila barili al giorno, quindi 30-50 milioni di barili corrispondono a circa 40-60 giorni di produzione totale, per un valore di circa 3 miliardi di dollari. Ma si tratta solo di una prima tranche, poi ne seguiranno altre a mano a mano che gli Usa revocheranno selettivamente le loro sanzioni per consentire il trasporto e la vendita del petrolio nei mercati globali. I proventi saranno depositati in conti controllati dagli Stati Uniti e il denaro sarà distribuito a discrezione di Washington, ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, assicurando che "le decisioni del governo venezuelano ad interim continueranno a essere dettate dagli Stati Uniti".

Ma, in tale scenario, le società petrolifere americane vogliono "garanzie serie" da Washington prima di investire in Venezuela. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le big del greggio hanno incontrato nelle ultime ore alcuni funzionari dell'amministrazione in vista dell'incontro alla Casa Bianca di venerdì. A loro hanno chiesto forti garanzie legali e finanziarie. Chevron, l'unica big già presente in Venezuela, è nel frattempo in trattative con l'amministrazione per una possibile estensione della sua licenza speciale per operare nel Paese.

Il ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello, considerato un falco, è già stato avvisato: mantenga l'ordine o farà la fine di Maduro. Il segretario all'Energia Chris Wright ha successivamente confermato il piano di Trump ad una conferenza organizzata da Goldman Sachs a Miami, spiegando che in futuro gli Usa venderanno sul mercato "a tempo indefinito" il greggio prodotto in Venezuela. Per farlo ci sarà bisogno di investimenti colossali per ricostruire le infrastrutture, per questo venerdì il tycoon incontrerà le major americane, finora scettiche.

In precedenza, il petrolio sanzionato finiva soprattutto in Cina, principale cliente di Caracas (il 90% della produzione), da cui acquistava greggio a prezzi ribassati. Dura quindi la reazione di Pechino, che potrebbe congelare la visita di Trump in aprile.








(Foto: skeeze / Pixabay)
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