(Teleborsa) - Gli ultimi dati sul mercato del lavoro statunitense "rendono probabile che la Federal Reserve lascerà i tassi di interesse invariati per ora". Lo ha osservato
César Pérez Ruiz, Head of Investments & CIO di Pictet Wealth Management, fornendo una view settimanale sulle principali tematiche globali e sull’andamento dei mercati finanziari.
Infatti, la crescita dell'occupazione negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto a dicembre, ma il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, in linea con un mercato del lavoro basato su "basse assunzioni e pochi licenziamenti".
Sul fronte dei mutui, Pérez Ruiz ha ricordato che "nel tentativo di
ridurre i tassi dei mutui, il presidente Donald Trump ha annunciato che le imprese sponsorizzate dal governo
Fannie Mae e
Freddie Mac acquisteranno
ulteriori 200 miliardi di dollari in obbligazioni ipotecarie. Si tratta di un
allentamento quantitativo di fatto da parte del Tesoro e, poiché la Fed trasferisce tutti i suoi profitti al Tesoro, questo alimenta l'One Big Beautiful Balance Sheet, che in definitiva è condiviso da Fed, Tesoro, Fannie e Freddie". Inoltre, "sempre in linea con il tema di Trump "Rendere l'America di nuovo accessibile", ha chiesto un
tetto massimo di un anno ai tassi di interesse delle carte di credito al 10% a partire dal 20 gennaio", anche se non ha fornito dettagli.
Tra gli elementi chiave della settimana, per Pérez Ruiz, anche la reazione del
presidente della Fed Powell all'avvio di un'
indagine penale relativa alla ristrutturazione dell'edificio della Fed. Egli ha affermato che "questa azione senza precedenti dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni dell'amministrazione" per tassi di interesse più bassi. Trump ha dichiarato di non sapere nulla dell'azione legale ma che "di certo non è molto bravo alla Fed". La notizia, avverte Pérez Ruiz, è
negativa per il dollaro statunitense e
positiva per i metalli preziosi.
Guardando all'Asia, Pérez Ruiz ha ricordato come la
Cina abbia affermato che il suo
divieto di esportazione di prodotti a duplice uso verso il
Giappone riguarderà
solo le aziende militari, "contribuendo a placare i timori che Pechino possa frenare le spedizioni di
terre rare, vitali per l'industria automobilistica giapponese, a seguito delle dichiarazioni di Tokyo su
Taiwan".
Sul fronte delle
materie prime, Pérez Ruiz segnala che "i maggiori
produttori minerari stanno cercando di aumentare le scorte di rame, un metallo cruciale per la transizione energetica, il cui prezzo è vicino ai massimi storici". Il tutto in un momento in cui sono ripresi i
colloqui tra Rio Tinto e Glencore per una possibile fusione che, se andasse in porto, creerebbe la più grande società mineraria al mondo.
In settimana, poi, ricorda il CIO di Pictet, l'attenzione dei mercati sarà rivolta ai risultati
trimestrali delle grandi banche americane. Attese per mercoledì le
vendite al dettaglio Usa, mentre oggi sono stati pubblicati i dati sull'
indice dei prezzi al consumo di dicembre negli Stati Uniti, stabile al 2,7%, elemento utile in vista della prossima
riunione di politica monetaria della Fed a fine gennaio.
Allargando lo sguardo, Pérez Ruiz osserva che "l'andamento dei
mercati azionari quest'anno dovrebbe riflettere un
ampliamento della crescita economica, trainato dalla
ridotta incertezza commerciale, dagli
stimoli fiscali e da una
politica monetaria favorevole. Manteniamo una
prospettiva positiva sui titoli azionari, con una preferenza per
Europa e Svizzera".
Si resta in attesa però della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi di Trump, che potrebbe arrivare questa settimana. "L'amministrazione ha altre opzioni per imporre dazi, ma una sentenza contraria alle misure esistenti potrebbe causare una certa incertezza di mercato a breve termine", commenta il CIO di Pictet.