(Teleborsa) - Il Consiglio di Amministrazione di
Banca Monte dei Paschi di Siena, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, ha deliberato ufficialmente di procedere alla
piena integrazione con
Mediobanca. L'operazione avverrà attraverso una
fusione per incorporazione che comporterà il conseguente
delisting dell’istituto di Piazzetta Cuccia da Piazza Affari. Questa decisione strategica, resa nota tramite una nota stampa diffusa a mercati chiusi, conferma le scelte indicate nell’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata tredici mesi fa e segue la linea di integrazione proposta dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. MPS ha già provveduto a informare Mediobanca, la quale ha preso atto delle decisioni assunte dalla capogruppo nel pieno rispetto degli obblighi di legge e della disciplina sulle operazioni con parti correlate.
Il
progetto prevede una
riorganizzazione societaria volta a preservare l’identità storica dell'istituto incorporato. Le attività di
corporate & investment banking e il
private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno infatti trasferite in una società non quotata, posseduta al 100% da Banca MPS. Tale realtà manterrà la denominazione di "Mediobanca S.p.A", definita da Rocca Salimbeni come un brand di altissimo valore, sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati. In questo nuovo perimetro societario sarà ricompresa anche la
partecipazione strategica in
Assicurazioni Generali. Questa configurazione è pensata per valorizzare l’expertise distintiva e le risorse professionali di Mediobanca all'interno di un modello operativo specializzato.
La nuova struttura del Gruppo è finalizzata al raggiungimento di precisi
obiettivi strategici e
reddituali. Secondo quanto sottolineato da MPS, l’incorporazione mira alla piena realizzazione delle
sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore. L'amministratore delegato Luigi Lovaglio, in occasione della call con gli analisti per la presentazione dei risultati 2025, ha confermato che le sinergie stimate tra ricavi e costi sono pari a
700 milioni di euro. Tali stime, emerse a valle dell’operazione e alla luce del lavoro svolto nei "cantieri" dell’integrazione, potrebbero risultare persino più alte di quanto inizialmente previsto, rafforzando la solidità del piano di fusione.
La delibera assunta dal consiglio presieduto da Nicola Maione giunge in un momento cruciale per il futuro dell'istituto senese. La decisione è stata formalizzata oggi proprio in vista dell'
investor day del prossimo
27 febbraio, data in cui verrà presentato ufficialmente il nuovo piano industriale di gruppo. Il delisting e l’integrazione di Piazzetta Cuccia rappresentano i pilastri fondamentali su cui si poggerà la
strategia futura, volta a consolidare un patrimonio unico di competenze e a garantire stabilità finanziaria attraverso una governance semplificata e un controllo totale sulle attività specialistiche della nuova Mediobanca non quotata.