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USA, dazi in vigore al 10% in attesa del discorso di Trump sullo stato dell'Unione

L'intervento dopo giorni turbolenti

Economia
USA, dazi in vigore al 10% in attesa del discorso di Trump sullo stato dell'Unione
(Teleborsa) - Un nuovo dazio sulla maggior parte delle importazioni globali è entrato in vigore negli Stati Uniti poco dopo la mezzanotte di martedì, al 10%, nonostante l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump nel fine settimana di imporre un'aliquota del 15%. La modifica ha evidenziato la confusione e l'incertezza degli ultimi giorni, dopo che venerdì la Corte Suprema ha annullato molti dei dazi imposti da Trump, il quale si è subito impegnato a sostituirli.

A fugare ogni dubbio è stato intanto lo U.S. Customs and Border Protection, che nella tarda serata di lunedì ha affermato che a partire dalle 00:01 di martedì, le importazioni sarebbero state soggette a un'aliquota tariffaria aggiuntiva del 10%, non del 15%. L'avviso conteneva esenzioni precedentemente annunciate per prodotti come aeromobili, ferro e acciaio e prodotti che rientrano nell'accordo Stati Uniti-Messico-Canada.

Ora l'attenzione è però sul primo discorso sullo stato dell'Unione del secondo mandato Trump, che andrà in scena questa sera prima di una sessione congiunta del Congresso, dove il presidente dovrebbe parlare di ovviamente di dazi, ma anche di economia interna, di geopolitica con un focus sull'Iran e della sua stretta sull'immigrazione.

L'intervento segue una serie di giorni turbolenti per la sua amministrazione, tra cui una decisione della Corte Suprema che ha invalidato il suo regime tariffario globale e nuovi dati che mostrano un rallentamento dell'economia superiore alle aspettative, mentre l'inflazione è in accelerazione. "Sarà un discorso lungo perché abbiamo così tanto di cui parlare", ha detto Trump, che ha promesso una buona dose di economia.

Appare scontato che Trump torni a lamentarsi della sentenza della Corte Suprema contro le sue politiche tariffarie e parlerà dei suoi tentativi di aggirare tale decisione senza dipendere dal Congresso o spaventare i mercati finanziari. Il discorso annuale potrebbe evidenziare le tensioni tra Trump e i tre giudici conservatori che si sono uniti ai tre membri progressisti nella sentenza di venerdì, con una maggioranza di 6 a 3: il presidente della Corte Suprema John Roberts, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett. Il presidente repubblicano ha nominato Gorsuch nel 2017 e Barrett nel 2020, durante il suo primo mandato. Roberts ha ricoperto la carica di presidente della Corte Suprema per oltre due decenni, da quando è stata nominata dall'ex presidente repubblicano George W. Bush nel 2005.
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