Minibond, nel 2025 +32% secondo il Polimi: crescita trainata dalle PMI e calo degli ESG
(Teleborsa) - Un ulteriore sviluppo del mercato italiano dei minibond ha caratterizzato il 2025: dopo la battuta d’arresto del 2023, per il secondo anno consecutivo si è registrato un recupero sia nel numero di emissioni (214, +5% rispetto al 2024), sia nel controvalore raccolto. Il 2025 ha contribuito con oltre 2 miliardi di euro (+32%, stessa crescita del 2024) al valore totale di 14,60 miliardi emesso dal 2013 dal campione di 1.468 imprese censite dall’Osservatorio Minibond della School of Management del Politecnico di Milano, che aveva previsto la ripresa. Il contributo delle sole piccole e medie imprese, che ha ripreso a crescere, è stato pari a 146 emissioni, per una raccolta di oltre 1 miliardo di euro, superando le grandi aziende che nel 2024 avevano invece fatto la parte del leone. Da record anche l'incremento del controvalore, che nel secondo semestre ha toccato i 9,58 milioni di euro di media. In calo invece le emissioni e la raccolta di minibond ESG.
"Riteniamo che nei prossimi mesi il mercato italiano dei minibond possa svilupparsi ancora di più, soprattutto in uno scenario di ulteriore riduzione dei tassi di interesse - commenta Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio e del Report Minibond 2026 (dodicesima edizione), presentato oggi con la partecipazione delle numerose società partner -. Occorre però l'arrivo di nuovi player specializzati che riescano, da una parte, a intercettare capitali in cerca di rendimenti e dall'altra a supportare le PMI nella raccolta di capitale finalizzata alla crescita, soprattutto in quelle regioni del Paese dove i minibond sono ancora poco conosciuti".
Per minibond si intendono i titoli di debito (obbligazioni e cambiali finanziarie) di importo inferiore a 50 milioni di euro emessi da società italiane non finanziarie (in particolare società di capitale o cooperative aventi operatività propria) non quotate su listini aperti agli investitori retail, che rappresentano una forma di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario per diversificare le fonti e accedere al mercato competitivo degli investitori professionali, per lo più in preparazione di successive operazioni più complesse come il private equity o la quotazione in Borsa.
Nel 2025 sono state 196 le imprese emittenti (in aumento), per il 67% PMI, concentrate soprattutto nel Nord Italia e in particolare in Lombardia. Il settore manifatturiero resta dominante. Crescono anche iniziative come i Basket Bond, con oltre 300 milioni raccolti. Sono cresciuti leggermente i minibond quotati su un mercato borsistico - 11 titoli su Euronext Access Milan, contro i soli 4 del 2024, e 10 su listini esteri, uno in meno - mentre si conferma che la grande maggioranza dei titoli (90%) non ha un rating da parte di una agenzia autorizzata. Per quanto riguarda la scadenza, la maturity media si è assestata a 5,7 anni, in calo rispetto ai 6,7 del 2024; è scesa la percentuale dei titoli con piano di rimborso amortizing (57% contro 64%), che prevede il rimborso del capitale a rate successive, in contrapposizione alla modalità bullet, con un rimborso integrale alla scadenza.
La cedola continua ad essere indicizzata ai tassi di mercato nella maggior parte dei casi, ma nel 2025 c'è stato un maggiore ricorso alla cedola fissa, che era predominante fino al 2022. In linea con le dinamiche di mercato, l'importo medio dei tassi è sceso dal 9,04% del 2024 al 7,68% del 2025 per il reddito fisso, e dal 6,89% al 6,38% per il variabile. Sono invece saliti dal 23% al 31% i minibond che non prevedevano alcuna garanzia offerta, ma la maggioranza continua a essere coperta da garanzie parziali offerte autonomamente o da soggetti esterni, come finanziare regionali, SACE, FEI, Fondo di Garanzia statale.
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