Il mercato italiano della finanza strutturata prende slancio nel 2026
Il report di Morningstar DBRS
(Teleborsa) - Il mercato italiano della finanza strutturata sembra destinato a consolidare la ripresa dei volumi di emissione registrata lo scorso anno. Lo afferma Morningstar DBRS, evidenziando che - con 3,6 miliardi di euro di nuove emissioni al 20 marzo 2026 - l'Italia ha già raggiunto il volume di cartolarizzazioni più alto del primo trimestre dal 2019.
Di questo totale, 2,6 miliardi di euro sono stati emessi attraverso tre operazioni di titoli garantiti da attività (ABS), mentre un ulteriore miliardo di euro deriva da un'unica operazione di titoli garantiti da mutui residenziali (RMBS). Nello stesso periodo, l'Italia ha rappresentato il 9% del volume totale delle emissioni in Europa (esclusi i CLO sindacati), rispetto al 15% del 2025. "È interessante notare che le emissioni italiane hanno storicamente accelerato con il progredire dell'anno, il che suggerisce un'ulteriore crescita nei trimestri successivi", si legge nel rapporto.
Nel contesto della guerra in Medio Oriente e del suo impatto sul mercato italiano della finanza strutturata, il mercato ha mostrato una notevole resilienza nelle prime tre settimane di marzo 2026. In questo periodo sono state collocate tre operazioni di ABS, per un volume di emissioni pari a 2,6 miliardi di euro.
Guardando all'anno scorso, Morningstar DBRS ha evidenziato che il mercato italiano delle cartolarizzazioni ha registrato una ripresa nel 2025, raggiungendo un volume di emissioni di 30 miliardi di euro, il livello più alto dal 2022. Questa inversione di tendenza, dopo cali consecutivi del volume delle cartolarizzazioni dal 2018, è stata trainata dalla maggiore attività nei settori ABS, RMBS e credito strutturato (SC). Escludendo le cartolarizzazioni di crediti deteriorati (NPL), in gran parte sostenute dal regime di garanzia statale temporaneo (Garenzia Cartolarizzazione Sofferenze - GACS), le emissioni sono tornate ai livelli pre-2019. È interessante notare che il numero totale di operazioni non ha subito grandi variazioni dal 2022, a testimonianza di un aumento della dimensione media delle operazioni e a conferma del fatto che il mercato italiano si affida a un certo numero di emittenti ricorrenti.
Nel settore dei crediti deteriorati (NPL), le nuove emissioni si sono contratte di oltre il 99% tra il 2021 e il 2025, principalmente a causa della scadenza del programma di garanzia governativa GACS nel giugno 2022 e della sostanziale riduzione dei crediti deteriorati da parte delle banche italiane, nell'ambito di un piano pluriennale di riduzione della leva finanziaria.
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