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Fed, allarme inflazione e stretta sul bilancio: Cook e Miran tracciano la linea

Economia
Fed, allarme inflazione e stretta sul bilancio: Cook e Miran tracciano la linea
(Teleborsa) - La Federal Reserve si trova di fronte a un quadro più complesso sul fronte della politica monetaria, stretto tra il riaccendersi dei rischi inflazionistici legati alla guerra in Iran e la necessità di proseguire la normalizzazione del proprio bilancio. Le dichiarazioni dei governatori Lisa Cook e Stephen Miran, intervenuti in due eventi separati, delineano una banca centrale più prudente e orientata a mantenere una postura restrittiva più a lungo.

Lisa Cook ha affermato che il conflitto scoppiato il 28 febbraio, con l’intervento degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, ha spostato il bilanciamento dei rischi "più verso l’inflazione", mettendo sotto pressione il percorso verso il target del 2%. Cook ha ricordato che i dazi imposti dal presidente Donald Trump avevano già rallentato la discesa dei prezzi e che la guerra "ci allontana ulteriormente" dall’obiettivo. Il blocco del traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz ha spinto il prezzo del greggio da 75 a oltre 100 dollari al barile, alimentando nuove tensioni sui mercati energetici.

Sul fronte del lavoro, Cook ha parlato di un mercato "in equilibrio, ma in modo precario", segnalando che la Fed non può considerare conclusa la fase di vulnerabilità economica. La banca centrale ha lasciato i tassi invariati tra il 3,50% e il 3,75%, ma l’impennata dei rendimenti obbligazionari e l’incertezza sulla durata del conflitto hanno portato i mercati a prezzare la possibilità di un taglio dei tassi nel 2026 come praticamente nulla.

Miran delinea la strategia per ridurre il bilancio della Fed
Parallelamente, Stephen Miran ha illustrato un percorso per ridurre in modo significativo il bilancio della Fed, oggi pari a 6,7 trilioni di dollari. Secondo il governatore, è possibile ridurre la dimensione del portafoglio di 1-2 trilioni nel tempo, intervenendo sulla domanda di liquidità del sistema finanziario. Miran ha citato la possibilità di allentare alcune regole di liquidità, modificare gli stress test bancari, normalizzare l’uso delle strutture di emergenza della Fed e intervenire più attivamente sulla gestione della liquidità di mercato.

Miran ha sottolineato che un bilancio più snello renderebbe la politica monetaria più efficace, permettendo tassi più bassi rispetto a uno scenario di bilancio espanso. La governatrice ha però avvertito che la riduzione dovrà essere “lenta e passiva”, per evitare shock ai mercati e garantire che il settore privato possa assorbire i titoli in uscita. Un bilancio troppo grande, ha aggiunto, distorce i mercati e limita la capacità della Fed di fornire stimolo quando si presenterà la prossima fase di difficoltà economica.

Le posizioni delle due governatrici convergono su un punto centrale: la Fed non è pronta a dichiarare vittoria sull’inflazione e, anzi, vede nuovi rischi all’orizzonte. La combinazione tra pressioni geopolitiche, rialzo del petrolio e volontà di ridurre il bilancio suggerisce che la politica monetaria resterà restrittiva più a lungo di quanto previsto solo poche settimane fa.
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