Edison, assemblea approva il bilancio 2025: ricavi a 14,9 miliardi e utile a 485 milioni
(Teleborsa) - L'assemblea degli azionisti di Edison ha approvato il bilancio 2025 della capogruppo Edison Spa, che si è chiuso con ricavi di vendita a 14.884 milioni di euro (da 12.721 milioni nel 2024) e un utile di 485 milioni di euro (da 399 milioni l'esercizio precedente).
L'assemblea ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,065 euro per ciascuna azione di risparmio e di 0,035 euro per ciascuna azione ordinaria, al lordo delle ritenute di legge. La maggiorazione per le azioni di risparmio riflette quanto previsto dallo statuto. Il dividendo sarà pagato il 29 aprile 2026, con stacco cedola il 27 aprile e record date il 28 aprile.
Sul fronte della governance, l'assemblea ha integrato il consiglio di amministrazione confermando Bernard Fontana e Claude Laruelle – già cooptati rispettivamente a giugno e ottobre 2025 – e nominando Anne Chesnot in sostituzione di Nelly Recrosio, dimissionaria. Il CdA torna così a undici componenti, di cui cinque donne e sei uomini, in linea con il requisito di legge che impone almeno i due quinti al genere meno rappresentato. I tre amministratori resteranno in carica fino all'assemblea che approverà il bilancio al 31 dicembre 2027. Il consiglio di amministrazione ha successivamente nominato Anne Chesnot membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, in sostituzione di Béatrice Bigois.
L'assemblea ha inoltre rinnovato il collegio sindacale, confermando Lorenzo Pozza come presidente e Gabriele Villa come sindaco effettivo, e nominando Laura Zanetti. Tra i supplenti sono stati confermati Silvano Corbella e Patrizia Albano e nominato Mario Tagliaferri. Il collegio resterà in carica fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028, con compensi invariati rispetto al mandato precedente.
Dopo l'assemblea, il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di fusione per incorporazione in Edison S.p.A. delle controllate Edison International e Edison International Shareholdings, venute meno le ragioni del mantenimento delle due entità giuridiche separate.
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