Private Banking tiene la rotta: masse record e raccolta in forte crescita
In un anno dominato da incertezza focus su una gestione più articolata e diversificata dei portafogli e riduzione della liquidità
(Teleborsa) - Crescita record delle masse e una raccolta superiore alle previsioni: il 2025 è stato un anno molto favorevole per il Private Banking, a dispetto delle incertezze economiche e geopolitiche, che persistono anche in questo primo trimestre del 2026. Lo rivela l'ultimo rapporto annuale dell'Associazione Italiana Private Banking (AIPB), confermando che anche nei contesti più complessi, il Private Banking italiano ha continuato ad attrarre nuovi patrimoni negli ultimi quattro anni (2022-2025).
Grazie ai dati dell’ultimo trimestre, provenienti dai 40 operatori private soci, l’Associazione è riuscita a scattare una fotografia del 2025, in cui le masse in gestione hanno raggiunto i 1.417 miliardi di euro (+160 miliardi pari a +12,7% sul 2024), consolidando così i risultati di un anno molto positivo, che già a settembre aveva superato le previsioni per fine dicembre (1.355 miliardi di euro +7,8% a/a).
Con on una quota di mercato al 47%, il Private Banking si conferma anche il principale canale di investimento e gestore di quasi metà della raccolta indiretta delle famiglie italiane.
L’analisi degli ultimi anni evidenzia un elemento chiave: la continuità della raccolta nel tempo. Così come nel 2022, anno dello scoppio della guerra in Ucraina, i dati del 2025, anno caratterizzato dai dazi e dalle rinnovate tensioni geopolitiche, evidenziano che la raccolta netta è cresciuta di 58 miliardi (+4,6%), contribuendo in modo sostanziale alla crescita complessiva del settore insieme all’effetto mercato (+61 miliardi, +4,9%) e ai cambiamenti di perimetro (+40 miliardi, +3,2%).
"I dati del 2025 confermano la solidità del Private Banking, ma è l’analisi degli ultimi anni a offrire un’indicazione più ampia. In una fase in cui l’incertezza è diventata una componente strutturale, le famiglie ricercano servizi in grado di accompagnarle nel tempo, con una visione complessiva del patrimonio e un orizzonte di medio periodo”, ha commentato Andrea Ragaini, Presidente di AIPB.
La solidità della raccolta si riflette anche nelle modalità di allocazione dei nuovi patrimoni, distribuiti tra diverse forme di investimento: da un lato, la componente amministrata si è mantenuta su livelli elevati (23 miliardi nel 2025, in linea con i 22 miliardi del 2024 dopo il picco del 2023); dall’altro, la componente gestita ha mostrato un rafforzamento significativo, con fondi comuni e gestioni patrimoniali che hanno raccolto complessivamente 26 miliardi di nuovi flussi (+10 miliardi rispetto all’anno precedente), superando così l’amministrato in termini di raccolta complessiva.
A sostenere questa dinamica ha contribuito, negli ultimi anni, anche il rialzo dei rendimenti obbligazionari, che ha alimentato la domanda di titoli di Stato da parte dei risparmiatori italiani, rafforzando la componente amministrata nei portafogli. Le emissioni retail del Tesoro continuano infatti a registrare un interesse elevato: il BTP Valore collocato nell’ottobre 2025 ha raccolto oltre 16,5 miliardi di euro, mentre l’emissione di marzo 2026 ha superato i 16 miliardi.
Questa dinamica, che coinvolge anche la clientela Private, si inserisce in un più ampio processo di evoluzione dei portafogli. Nel corso del 2025 si osserva infatti una progressiva ricomposizione degli asset: la quota di liquidità scende a poco più del 12% delle masse complessive, segnalando una graduale riallocazione verso strumenti di investimento. Nel complesso, emerge una struttura dei portafogli più articolata e diversificata, coerente con un contesto caratterizzato da incertezza persistente e dalla necessità di mantenere un equilibrio tra opportunità di rendimento con un’attenta gestione del rischio.
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