(Teleborsa) -
Seduta negativa per le Borse europee, in un contesto di risk-off alimentato dai
timori sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dall'incertezza sulla sua possibile durata, dopo che
sono sfumate le aspettative di una rapida conclusione. Il
discorso di Donald Trump di ieri sera non ha fornito la chiarezza che i mercati si aspettavano, anzi, ha prodotto l'effetto opposto. Il presidente statunitense ha ribadito che gli obiettivi militari in Iran erano "vicini al raggiungimento", sottolineando quello che ha descritto come un significativo deterioramento delle capacità convenzionali dell'Iran. Allo stesso tempo, però, ha annunciato esplicitamente un'intensificazione degli attacchi nelle prossime due o tre settimane, senza offrire alcun piano di uscita o una sequenza politica credibile.
Le potenziali implicazioni negative di uno shock dell'offerta energetica a causa di un conflitto più prolungato si riflettono anche sulle aspettative del mercato monetario: per la
BCE vengono ora
prezzati circa due rialzi da 25 punti base nel 2026, mentre per la Fed sono stati pressoché eliminati tutti i precedenti tagli dei tassi attesi per quest'anno.
Sul
fronte macroeconomico, in
Italia a febbraio le vendite al dettaglio hanno
registrato una variazione nulla su base mensile. Nello stesso mese negli
Stati Uniti il deficit commerciale è
peggiorato meno delle attese a -57,3 miliardi di dollari da -54,7 miliardi di gennaio: le esportazioni sono aumentate di +4,2% m/m, guidate da oro e gas naturale, mentre le importazioni sono salite di +4,3% m/m, trainate da computer, semiconduttori ed automobili. Nella settimana fino al 28 marzo le nuove richieste di sussidi disoccupazione sono
scese a 202 mila da 211 mila precedenti, confermando la stabilizzazione in corso nel mercato del lavoro statunitense.
Rimangono alte le preoccupazioni sul mercato del credito privato, dopo che
Blue Owl Capital ha
detto di voler limitare i prelievi da due fondi incentrati sul retail dopo aver ricevuto un'impennata di richieste di riscatto.
Prevale la cautela sull'
euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,47%. Crollo dell'
oro (-2,34%), che ha toccato 4.647,3 dollari l'oncia. Pioggia di acquisti sul
petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno dell'11,32%.
In lieve rialzo lo
spread, che si posiziona a +86 punti base, con un timido incremento di 1 punti base, con il
rendimento del BTP a 10 anni pari al 3,89%.
Tra i mercati del Vecchio Continente pessima performance per
Francoforte, che registra un ribasso dell'1,74%, sostanzialmente invariato
Londra, che riporta un moderato +0,14%, e si concentrano le vendite su
Parigi, che soffre un calo dell'1,01%.
A
Piazza Affari, il
FTSE MIB è in calo (-1,16%) e si attesta su 45.184 punti, troncando così la scia rialzista sostenuta da tre guadagni consecutivi, iniziata lunedì scorso; sulla stessa linea, il
FTSE Italia All-Share perde l'1,16%, continuando la seduta a 47.498 punti. Variazioni negative per il
FTSE Italia Mid Cap (-1,11%); come pure, in ribasso il
FTSE Italia Star (-1,32%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
ENI (+4,63%),
Saipem (+2,57%),
Stellantis (+2,48%) e
Tenaris (+2,00%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Unicredit, che continua la seduta con -3,72%. Vendite su
Banca MPS, che registra un ribasso del 3,71%. Seduta negativa per
STMicroelectronics, che mostra una perdita del 3,64%. Sotto pressione
Avio, che accusa un calo del 3,43%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Alerion Clean Power (+7,51%),
Comer Industries (+2,67%),
ERG (+1,70%) e
D'Amico (+1,68%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
NewPrinces, che ottiene -9,28%. Sessione nera per
BFF Bank, che lascia sul tappeto una perdita del 7,14%. Scivola
Banca Ifis, con un netto svantaggio del 3,63%. In rosso
Sesa, che evidenzia un deciso ribasso del 2,90%.