(Teleborsa) - Un'
inflazione persistente costringerà la
Banca Centrale Europea ad
aumentare i tassi d'interesse due volte nei prossimi mesi, anche se l'accordo di
cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran dovesse reggere. Questa l'opinione di Ales Koutny, responsabile dei tassi internazionali presso Vanguard Asset Management.
Secondo l'analista, se il
prezzo del petrolio si manterrà in media
intorno ai 100 dollari fino all'estate, un
aumento di 25 punti base a giugno e luglio sarebbe "
fortemente probabile". Ma un prezzo del petrolio intorno ai
95 dollari al barile rappresenterebbe
comunque "territorio da rialzo per le banche centrali", ha aggiunto.
Mercoledì le
quotazioni del greggio sono affondate dopo che
Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane, sulle aspettative di una ripresa delle forniture energetiche tramite lo Stretto di Hormuz. I futures con scadenza maggio 2026 sul petrolio West Texas Intermediate (
WTI) mostrano un calo del 15,5% a quota
95,4 dollari al barile, mentre i futures con scadenza giugno 2026 sul
Brent segna una diminuzione del 13,3% a quota
94,7 dollari al barile.
Koutny prevede un
atteggiamento più restrittivo da parte della BCE rispetto a quanto indicato dal mercato: mentre un aumento a giugno è già scontato, gli swap indicano una probabilità inferiore al 50% di un ulteriore aumento a luglio.
Due rialzi consecutivi dei tassi di interesse - ad avviso dell'analista di Vanguard - contribuirebbero a far
salire l'euro di quasi il 7%, portandolo a 1,25 dollari entro dicembre, il livello più alto degli ultimi otto anni.