Brillante Tokyo, bene anche la Cina nonostante i dati contrastanti dell'inflazione
(Teleborsa) - Chiude in denaro la maggior parte dei listini asiatici venerdì in un clima di cauto ottimismo in vista dei colloqui per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Spicca il listino cinese nonostante il quadro contrastante per la più grande economia asiatica dipinto dai dati sull’inflazione di marzo.
L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dell’1,0% su base annua, mancando le aspettative di un rialzo dell’1,2% e rallentando rispetto all’1,3% di febbraio, secondo i dati ufficiali pubblicati venerdì. Su base mensile, il CPI è sceso dello 0,7%, invertendo un guadagno dell’1,0% del mese precedente, e mancando le aspettative di un calo dello 0,2%. Al contrario, i prezzi alla produzione hanno continuato a migliorare. L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è salito dello 0,5% su base annua a marzo, superando le previsioni dello 0,4% e rimbalzando da un calo dello 0,9% di febbraio, segnando un ritorno all’espansione per la prima volta da settembre 2022.
A Tokyo, scambia in deciso rialzo il Nikkei 225 (+1,93%); sulla stessa linea, balzo di Shenzhen, che continua la giornata al 6,77%.
In frazionale progresso Hong Kong (+0,55%); sulla stessa linea, effervescente Seul (+1,68%).
Positivo Mumbai (+0,87%); in frazionale calo Sydney (-0,3%).
Seduta trascurata per l'euro contro la valuta nipponica, che mostra un timido +0,1%. Andamento piatto per l'euro nei confronti della divisa cinese, che mostra una variazione percentuale pari a -0,05%. Appiattita la performance dell'euro contro il dollaro hongkonghese, che tratta con un modesto -0,07%.
Il rendimento dell'obbligazione decennale giapponese scambia 2,42%, mentre il rendimento per il titolo di Stato decennale cinese è pari 1,82%.
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