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Il trading del futuro: come funziona la borsa delle probabilità, un mercato da 50 miliardi

Analisi Freedom24

Finanza
Il trading del futuro: come funziona la borsa delle probabilità, un mercato da 50 miliardi
(Teleborsa) - I mercati di previsione sono un tentativo di creare un mercato in cui non si scambia il prezzo di un attivo, ma la probabilità del futuro. Pertanto, il loro esito è determinato non dalla tecnologia o dalla domanda degli investitori, ma dal fatto che i regolatori decidano di considerare il "trading del futuro" uno strumento finanziario. Questo determinerà se l’industria diventerà una nuova categoria di derivati o una delle più rapide chiusure normative nei mercati finanziari.

Un mercato nato al di fuori dell'economia
“Negli ultimi due anni, i mercati hanno discusso quasi esclusivamente di macroeconomia - inflazione, tassi della Fed e traiettoria dell’economia statunitense. Gli investitori stanno cercando di valutare la politica delle banche centrali piuttosto che le aziende. In questo contesto, ha iniziato a formarsi un mercato direttamente collegato non agli indicatori economici, ma agli eventi stessi che influenzano l’economia” spiega Francesco Bergamini, Tied Agent in Italia di Freedom Finance Europe, società internazionale di broker online che ha analizzato l’evoluzione del fenomeno. Stiamo parlando dei mercati di previsione - piattaforme in cui vengono scambiate le probabilità che si verifichino determinati eventi.

Negli ultimi 12–18 mesi sono passati dall’essere un esperimento legato alle criptovalute a un segmento che Wall Street e i fondi di venture capital hanno iniziato a monitorare. Non si tratta più di un’attività di nicchia per trader privati. Durante l’ultimo Super Bowl, gli utenti hanno scambiato circa 1,5 miliardi di dollari sul solo esito della partita, di cui circa 500 milioni sulla piattaforma Kalshi e una quota significativa su Polymarket. Complessivamente, il volume del settore nel 2025 è stimato intorno ai 50* miliardi di dollari.

Come funziona il trading di probabilità
"La struttura del mercato - prosegue Bergamini - è estremamente semplice. Il contratto paga 1 dollaro se l’evento si verifica e 0 se non si verifica. Il prezzo diventa di fatto la probabilità. Un contratto scambiato a 0,65 dollari significa che il mercato stima la probabilità dell’evento al 65%. La piattaforma non agisce come controparte della transazione e non stabilisce le quote — il prezzo è determinato dai partecipanti. In termini economici, si tratta di un derivato binario con payoff fisso, ma collegato non al prezzo di un attivo, bensì a un fatto: inflazione, elezioni, decisioni giudiziarie, eventi societari. Per questo motivo negli Stati Uniti tali strumenti sono già presi in considerazione dai regolatori nell’ambito della giurisdizione della CFTC".

Perché i trader sono arrivati qui
La ragione dell’interesse dei trader non è il gioco d’azzardo, ma la struttura informativa del mercato. Il mercato azionario reagisce alle notizie dopo la loro pubblicazione. Qui si scambia la probabilità della notizia stessa. Le azioni si muovono dopo la pubblicazione del bilancio di una società, mentre nel mercato di previsione si formano prima le aspettative su come sarà quel bilancio. Di fatto, emerge un mercato in cui il prezzo riflette l’opinione aggregata dei partecipanti sul futuro.

Questo crea una diversa microstruttura del trading. Grandi transazioni possono spostare significativamente il prezzo, non perché la realtà sia cambiata, ma perché è cambiata la fiducia dei partecipanti. Dopo movimenti bruschi, si osserva spesso un ritracciamento — una tipica mean reversion. Si genera una nuova forma di volatilità: non oscillano gli attivi, ma le aspettative. Inoltre, compare l’arbitraggio — eventi identici su piattaforme diverse possono essere scambiati a probabilità differenti. Gli studi registrano discrepanze costanti intorno al 2–4%, che costituiscono una classe distinta di strategie.

Un caso che ha portato alla luce il rischio principale
Un episodio recente ha mostrato dove risiede il rischio principale. Un trader sconosciuto ha acquistato un contratto sulla rimozione imminente di Nicolás Maduro per circa 30.000 dollari e, poche ore dopo, ha registrato un profitto di circa 400.000 dollari. La questione sollevata per i regolatori non è stata l’entità del profitto, ma la sua natura. Nel mercato azionario, l’uso di informazioni privilegiate è un reato penale. Nel mercato delle probabilità, il concetto stesso di informazione privilegiata è quasi indefinito in termini giuridici, poiché non si scambia un attivo, ma un evento.

Regolamentazione: il fattore chiave
Per questo il principale problema del settore non è tecnologico, ma legale. Il mercato si trova attualmente in una fase di transizione: la CFTC (Commodity Futures Trading Commission) sta preparando delle regole, singoli Stati stanno cercando di limitare i contratti e i tribunali stanno valutando se si tratti di derivati o di gioco d’azzardo. Da questa decisione dipende l’esistenza stessa dell’industria. Il riconoscimento come strumento finanziario porterà alla formazione di un nuovo segmento dei derivati. Il riconoscimento come forma di gioco d’azzardo distruggerà di fatto il modello di business.

Cosa potrebbero diventare
Da un punto di vista economico, i mercati di previsione non sono scommesse. Sono uno strumento di copertura del rischio legato agli eventi. Le opzioni hanno reso possibile assicurare il prezzo di un attivo. Questi contratti rendono possibile assicurare il verificarsi di un evento. Un’azienda può coprirsi contro una riforma fiscale, un esportatore può coprirsi contro sanzioni, un fondo di investimento può coprirsi contro i risultati elettorali. Questo spiega l’interesse degli operatori istituzionali di Wall Street.

L’investimento diretto è attualmente limitato, poiché Polymarket e Kalshi rimangono società private. Tuttavia, se il modello normativo verrà definito, una IPO nel 2026–2027 appare logica. Per gli investitori retail, lo strumento rimane sperimentale e dovrebbe occupare una quota minima del portafoglio. Per i partecipanti istituzionali, potrebbe potenzialmente diventare una nuova classe di attivi di copertura, soprattutto per i rischi macroeconomici e politici.

Cosa è importante ora
"Il rischio principale ora - conclude Bergamini - è quello di non sopravvalutare l’inevitabilità dell’emergere di questo mercato. La storia finanziaria mostra che il destino dei nuovi strumenti è determinato non dalla domanda, ma dalla definizione normativa. Gli ETF sono stati un tempo sul punto di essere vietati, e alcuni derivati sono stati effettivamente vietati. Pertanto, una strategia razionale consiste nel monitorare la regolamentazione, prepararsi a possibili IPO e seguire i potenziali beneficiari, principalmente le borse e le piattaforme di scommesse, che potrebbero essere le prime a implementare il trading su eventi".
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