(Teleborsa) - La crescita del 6% dell'utile per azione (EPS) nel 2026, che dovrebbe attestarsi tra 0,72 e 0,74 euro, "non avrà benefici dalla crescita inorganica, perché è vero che
il 2026 sarà l'anno delle offerte per progetti brownfield ma riguarderà le offerte, i signing, i closing e non è ancora incluso un contributo da queste operazioni". Lo ha detto
Stefano De Angelis, CFO di
Enel, nella call sui
risultati del primo trimestre 2026. Il 27% dell'obiettivo EPS per l'intero anno è già stato raggiunto, basandosi esclusivamente sulla crescita organica del business.
Parlando della pipeline brownfield negli Stati Uniti, il CFO ha spiegato che "1 GW è in una fase avanzata, mentre sui restanti 14 GW sono
previste offerte non vincolanti tra maggio e giugno", con un impatto totale dei 15GW di oltre 1,5 miliardi di dollari di EBITDA, come si legge nelle slide della presentazione.
A una domanda sui rischi di esecuzione di questo piano, il manager ha replicato: "Non possiamo dire che non ci siano, il rischio c'è dappertutto, ma non ne abbiamo più in brownfield che in greenfield, e anche per questo abbiamo indirizzato i nostri investimenti su questi asset. Negli Stati Uniti ci sono tante opportunità, anche considerando l'evoluzione dello scenario, perché
la domanda è molto forte. In Texas, ad esempio, tutti dicono che le concessioni per data center esploderanno, ma non solo nei data center. Quindi gli Stati Uniti sono il primo target che abbiamo, ma offerte non vincolanti ci saranno anche in Europa e in altri paesi di prima fascia. Ci sono
più opportunità negli Stati Uniti, ma ce ne sono altre minori anche in Europa, in particolare in Germania".
Parlando dei risultati nel primo trimestre, De Angelis ha detto che "la migliore qualità degli utili, grazie al crescente contributo delle attività regolamentate e a una
composizione degli utili meno volatile, aumenta la visibilità preservando al contempo la sostenibilità finanziaria". Inoltre, "la solida performance operativa e finanziaria fa ben sperare per il raggiungimento degli obiettivi di crescita per l'intero anno".
Tra i dati più rilevanti, ha citato il fatto che la
quota di EBITDA del settore Reti è salita al 42%, con la Spagna su un percorso di crescita costante, mentre il peso del settore Trading e Materie Prime sul totale è pari al 3%, ulteriormente ridotto rispetto al 2025, migliorando la qualità e la visibilità del margine integrato.