Cybersecurity, 5.265 attacchi nel 2025: il gap di competenze sfida le imprese italiane
(Teleborsa) - Il settore della cybersecurity registra una escalation senza precedenti a livello globale, con 5.265 incidenti informatici censiti nel 2025, in crescita del 49% rispetto all'anno precedente, mentre in Italia il dato si attesta a 507 attacchi, con un incremento del 42%. A rendere il quadro ancora più critico è il deficit strutturale di competenze: solo il 16,5% delle donne tra i 25 e i 34 anni possiede un titolo STEM nel Paese, a fronte di un 87% delle organizzazioni globali che, secondo il WEF Global Cybersecurity Outlook 2026, segnala le vulnerabilità legate all'intelligenza artificiale come un rischio rilevante.
È in questo contesto che si inserisce il caso di Cyber Magister, società specializzata in consulenza cybersecurity, sviluppo software e formazione, fondata da Giuseppe Longobardi, 24 anni, laureato magistrale in ingegneria informatica. Il percorso di Longobardi, che ha iniziato a programmare a 9 anni e ha accumulato oltre un decennio di esperienza operativa prima ancora di completare gli studi universitari, rappresenta un caso emblematico della trasformazione in atto nel mercato del lavoro tecnologico italiano.
"Ho imparato a programmare a 9 anni e ho lavorato 12 ore al giorno per più di 10 anni. Il percorso canonico non esiste più: diploma, laurea, posto fisso, quella sequenza è finita. Ho avuto la capacità di individuare quali fossero i titoli professionali che realmente contano oggi", ha dichiarato Giuseppe Longobardi, fondatore di Cyber Magister.
Prima del completamento degli studi, Longobardi aveva già maturato esperienze di docenza per il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, per l'ESA nella formazione su machine learning, e per aziende come TIM e Terna. A 18 anni riceveva il primo incarico professionale da un ente di formazione collegato alle Terre Borromeo. Ha inoltre registrato presso la SIAE un software per la simulazione di esami di certificazione e pubblicato l'unico corso in Italia sulla certificazione CCNA di Cisco su Udemy, diventato bestseller sulla piattaforma.
La sua tesi magistrale ha introdotto una tecnologia innovativa per la threat detection di attacchi zero-day basata su analisi statistica del comportamento di rete, capace di identificare intrusioni ancora sconosciute confrontando la baseline del traffico con le anomalie rilevate.
"Sono più fiero dei titoli professionali che ho ottenuto che della laurea in sé. Non perché la laurea non conti, anzi: la formazione universitaria mi dà una marcia in più sulla parte di analisi. Uso la ricerca operativa, uso la statistica bayesiana nei miei sistemi. Ma se non hai già le competenze pratiche, non sai nemmeno dove applicare quegli strumenti", ha aggiunto Longobardi, toccando un nodo centrale del sistema formativo italiano, ovvero la distanza tra preparazione accademica e capacità operative richieste dal mercato.
Un elemento significativo riguarda la dimensione generazionale e di genere all'interno della società. Luisa Anna Malafronte, 29 anni, socia al 10% di Cyber Magister, è partita come operatrice socio-sanitaria e si è riconvertita all'ingegneria informatica attraverso un percorso di formazione triennale, arrivando oggi a gestire un proprio portafoglio clienti. "Sono più orgoglioso di quello che ha fatto lei che di quello che ho fatto io", ha commentato Longobardi.
Il mercato italiano della cybersecurity è attraversato da una tensione crescente: da un lato la superficie di attacco si espande con l'adozione massiva dell'intelligenza artificiale e le organizzazioni dovranno dotarsi di capacità difensive sempre più sofisticate, dall'altro il bacino di talenti resta insufficiente. Le imprese che sapranno riconoscere e integrare i giovani specialisti, anche quando si presentano fuori dagli schemi convenzionali, potranno contare su un vantaggio competitivo decisivo in un contesto di minacce in costante evoluzione.
```