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Banca d'Italia, in portafoglio investimenti sostenibili per 192,6 miliardi

Finanza
Banca d'Italia, in portafoglio investimenti sostenibili per 192,6 miliardi
(Teleborsa) - A fine 2025 gli investimenti sostenibili della Banca d'Italia – portafoglio finanziario, riserve valutarie e Fondo pensione complementare dei dipendenti – ammontano a 192,6 miliardi di euro. È quanto emerge dalla quinta edizione del Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici dell'Istituto di via Nazionale, che illustra i risultati conseguiti nel 2025 nell'integrazione dei criteri ESG nella gestione dei propri investimenti non di politica monetaria.

Sul fronte della decarbonizzazione, l'intensità carbonica media ponderata del portafoglio è risultata in linea con il 2024 ma in calo del 59% per le azioni e del 67% per le obbligazioni societarie rispetto al 2019, anno precedente alla piena applicazione dei criteri di sostenibilità. La Banca attribuisce questi progressi alle strategie di investimento adottate, ai percorsi di decarbonizzazione delle imprese in portafoglio e all'effetto dell'inflazione, che – aumentando il valore nominale dei ricavi al denominatore dell'indicatore – ne migliora il risultato.

Il peso in portafoglio delle imprese con impegni di decarbonizzazione certificati è del 78% per le azioni e dell'86% per le obbligazioni societarie. I titoli di Stato verdi rappresentano il 5,8% del totale dei titoli pubblici detenuti (+0,4 punti percentuali rispetto al 2024), per un valore nominale di 6,8 miliardi di euro.

La strategia di investimento si basa su una "doppia rilevanza": considera sia le ripercussioni dei rischi ESG sul rendimento dei portafogli, sia gli effetti degli investimenti sull'ambiente e sulla società. Per azioni e obbligazioni societarie sono previsti criteri di esclusione (imprese coinvolte in violazioni di norme internazionali sul lavoro o operanti in settori controversi come tabacco e armi) e di selezione positiva delle imprese con le migliori prassi di sostenibilità, senza escludere interi comparti e valorizzando anche le aziende ad alte emissioni attuali ma impegnate nella transizione.

Banca d'Italia ha confermato inoltre l'impegno ad allineare i propri investimenti agli obiettivi dell'Accordo di Parigi, pur senza dichiarare obiettivi intermedi di riduzione dell'impronta carbonica, ritenendo inefficace una strategia basata sulla sola penalizzazione delle aziende ad alte emissioni.
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