Gens Aurea debole nel primo giorno a Piazza Affari con volumi vivaci
(Teleborsa) - Partenza in rosso per Gens Aurea nel suo debutto Piazza Affari. Il titolo del gruppo attivo nella compravendita di oro e preziosi perde poco meno dell'1% dal prezzo di collocamento attestandosi intorno ai 9,9 euro, con volumi significativi che sfiorano i 4 milioni di euro.
Gens Aurea rappresenta la quarantanovesima ammissione del 2026 su Euronext. Il flottante al momento dell’ammissione è del 10% e la capitalizzazione di mercato all’IPO è pari a €1,01 miliardi. In fase di collocamento, Gens Aurea ha raccolto 101 milioni di euro, escludendo il potenziale esercizio dell’opzione di over-allotment. In caso di integrale esercizio dell’over-allotment, l’importo complessivo raccolto sarà di 111 milioni.
Con più di 830 milioni di fatturato, cresciuto a un CAGR 2023-2025 pari a +84%, adjusted EBITDA pari a €105,2 milioni e più di 530 punti vendita fisici in cinque Paesi, nel 2025 il Gruppo ha gestito oltre 11 tonnellate di oro.
Fabio Godano, CEO di Gens Aurea, ha detto: "Nel corso degli anni abbiamo costruito una piattaforma distintiva nel mercato europeo dell’oro e dei preziosi, integrando una presenza retail capillare sul territorio, competenze industriali qualificate, solidi rapporti con le fonderie di primario standing, controllo della filiera, innovazione e rigoroso rispetto della compliance. La nostra crescita è stata guidata dalla forza dei nostri brand, dalla qualità del servizio ai clienti e dalla capacità di operare con efficienza e responsabilità in un settore altamente regolamentato e ancora molto frammentato. Oggi si apre una nuova fase per Gens Aurea. La quotazione rappresenta un passaggio strategico nel nostro percorso di crescita: ci consentirà di incrementare la visibilità del Gruppo, rafforzandone il profilo istituzionale, e creare le condizioni per proseguire nello sviluppo, anche attraverso il ruolo di consolidatore europeo del settore. Siamo orgogliosi di condividere con il mercato e con tutti gli stakeholder la nostra storia, il modello industriale e le opportunità di crescita che vediamo per i prossimi anni".
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