(Teleborsa) - "La ripresa delle
quotazioni di nuove società nel 2026, partita con SpaceX e destinata a proseguire nella seconda parte dell’anno, potrebbe
interrompere un trend in atto da due decenni: la cosiddetta “
de-equitization” ovvero una domanda crescente e un'offerta ridotta di azioni da parte del settore privato, che ha sostenuto notevolmente la performance del mercato azionario". Questa la visione di
Giuseppe Patara, Head of Portfolio Management Europe di Pictet Wealth Management.
Negli ultimi vent'anni, evidenzia Patara, il "
saldo netto tra acquisti di azioni proprie ed emissioni di nuovi titoli è stata estremamente favorevole per i mercati, registrando una domanda nettamente superiore all'offerta". Tuttavia, "tale sostegno sta ora venendo meno, man mano che le aziende
cercano capitali sufficienti per finanziare un forte incremento delle spese in conto capitale".
Pictet prevede che questa "maggiore domanda di capitale eserciterà una
pressione al ribasso sull'attività complessiva di riacquisto di azioni proprie, ma genererà un
forte aumento delle emissioni azionarie, anche se
concentrate su un numero limitato di titoli".
Il principale fattore in grado di spingere le emissioni azionarie oltre le attese - prosegue Patara - riguarda le
vendite successive alla quotazione. La maggior parte delle società colloca sul mercato solo una quota ridotta del proprio capitale in fase di IPO, a cui seguono vendite da parte degli investitori preesistenti man mano che scadono i periodi di “lock-up” prestabiliti. Un caso emblematico è
SpaceX, che ha collocato il 5% delle azioni durante la recente IPO di giugno, mentre il restante 95% è soggetto a diversi periodi di “lock-up” nell'arco dei successivi 12 mesi circa. Ai prezzi attuali tale quota residua del 95% rappresenta una potenziale offerta aggiuntiva superiore ai 2.000 miliardi di dollari.
"Le nuove quotazione di azioni - osserva il portfolio manager di Pictet - potrebbero diventare
più problematiche da assorbire per i mercati man mano che ci si avvicina al 2027", considerato che anche "altre IPO di società a mega-capitalizzazione richiederanno capitali al mercato". Pensiamo ad
Anthropic e a
OpenAI.
A seguito delle emissioni azionarie record di quest'anno, conclude Patara, "il divario tra la domanda derivante dai riacquisti di azioni proprie e l'offerta di titoli è destinato a scendere ai minimi dai primi anni 2000". Ma, avverte, "
non siamo ancora giunti ad un punto di inversione in cui l’emissione netta diventa positiva (più offerta che domanda)", tuttavia "ciò potrebbe accadere nel corso di quest'anno o del prossimo, qualora le emissioni dovessero superare le attese".