Randone (Intermonte), trimestrali solide ma resta fondamentale la selettività
(Teleborsa) - Da inizio 2026, Intermonte ha attuato una revisione al rialzo dello 0,6%/3,2% delle proprie stime sugli EPS 2026/2027, ma tali cifre risulterebbero pari a -3,0%/+0,7% se si escludessero i titoli del settore energetico; in particolare, nell'ultimo mese, le revisioni delle stime sono state contrastanti per le large cap (-0,6%/+1,6% sugli EPS 2026/2027), con le stime per il 2027 che riflettono il consolidamento di Commerzbank da parte di Unicredit.
E' quanto emerge dal report sull'andamento del segmento italiano delle mid-small cap realizzato per il mese di agosto da Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte.
Concentrandosi sulla copertura delle mid-small cap, nell'ultimo mese gli analisti hanno attuato una revisione al rialzo del +1,2%/+0,8% sugli EPS 2026/2027, trainata essenzialmente dai segnali complessivamente positivi provenienti dai risultati del secondo trimestre.
Il tutto in un contesto nel quale, osserva lo studio, i mercati stanno intanto "diventando sempre più selettivi sul tema dell'intelligenza artificiale, concentrandosi su valutazioni, tenuta degli utili e sostenibilità degli investimenti legati all'AI. In questo contesto si è svolta la stagione dei risultati 2Q26 delle mid e small cap italiane: in molti casi i trend operativi sono rimasti sostanzialmente in linea con il primo trimestre, con il mercato che ha premiato la conferma della resilienza dei modelli di business e della guidance per l'intero anno".
"Il mercato azionario italiano (prezzi al 21 agosto 2026) ha registrato una performance positiva dello 0,7% nell'ultimo mese ed è in rialzo del 16% da inizio anno. Nell'ultimo mese l'indice FTSE Italy Mid-Cap (-0,5%) ha registrato una performance inferiore dell’1,2% rispetto all'indice principale (ed è in calo del -11,4% da inizio anno su base relativa), mentre l'indice FTSE Italy Small Caps (+2,6%) ha sovraperformato il mercato del 2,0%, ma registra un -14,2% su base relativa da inizio anno. Guardando alle performance delle mid-small cap in Europa, l'indice MSCI Europe Small Caps è cresciuto del 2,6% nell'ultimo mese, con una performance migliore rispetto alle mid cap italiane e in linea con quella delle small cap".
"Se confrontiamo le performance dall'inizio del 2026 con la variazione delle stime per l'esercizio '26 nello stesso periodo", rileva l'analista, "vediamo che i titoli del FTSE MIB hanno registrato un re-rating del 16% (era +14,3% un mese fa), le mid-cap del 10% e le small cap dell'11,2%. Su base P/E, il nostro panel è scambiato con un premio del 15% rispetto alle large cap, al di sotto del premio medio storico (21%) e del livello di un mese fa (16%)".
"Osservando l’andamento degli indici ufficiali italiani, si nota che la liquidità delle large cap nell'ultimo mese (misurata moltiplicando i volumi medi per i prezzi medi in un determinato periodo) è in crescita del 13% rispetto allo stesso periodo di un anno fa (il mese scorso era in crescita del 32,6% su base annua) e del 18% da inizio anno. Il quadro è in miglioramento anche per le mid e small cap: in particolare, dal 1° gennaio 2026, la liquidità è aumentata del 67,9% su base annua per le prime e del 22,0% per le seconde, con un netto miglioramento per le mid-cap nell'ultimo mese".
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