(Teleborsa) - I
listini statunitensi viaggiano cauti mentre cresce l'attesa per gli annunci di stasera della Federal Reserve.
La banca centrale, quasi certamente,
alzerà i tassi per la prima volta dal 2023, con alcuni funzionari sempre più scettici sul fatto che l'inflazione possa rallentare a sufficienza senza una politica monetaria più restrittiva. I mercati stimano una
probabilità superiore al 90% per un aumento dei tassi da 25 punti base, con un possibile nuovo ritocco entro dicembre.
Aspettative ulteriormente rafforzate dai solidi dati odierni sulle
vendite al dettaglio statunitensi salite ad agosto dell'1,2% su base mensile, dopo il -0,5% del mese precedente (rivisto da -0,6%) e a fronte di un consensus di +0,8%. Su base
annua, l'aumento è stato del 6% dopo il +5% del mese precedente. Il dato "
core", ossia escludendo le auto, ha registrato un incremento dell'1,4% su base mensile, invertendo la rotta rispetto al mese precedente (-0,2% rivisto da -0,3%) e contro una crescita attesa dello 0,5%.
Sempre dall'agenda USA odierna, i
prezzi import di agosto hanno segnato un
+0,7% su mese, dopo il -0,3% di luglio (rivisto da -0,4%), a fronte di un consensus di +0,4%, mentre su
base annua, hanno registrano un +7%. I
prezzi export sono aumentati dello 0,6%, rispetto al -1,4% del mese precedente (rivisto da -1,3%) e una stima di +0,5%.
Su anno, il dato ha evidenziato un incremento del 8,6% a fronte del precedente +8,1% (rivisto da +8,2%).
Sosta intorno alla parità la Borsa di New York, con il
Dow Jones che si attesta a 52.026 punti; sulla stessa linea, resta piatto l'
S&P-500, con le quotazioni che si posizionano a 7.600 punti.
In frazionale progresso il
Nasdaq 100 (+0,51%); con analoga direzione, poco sopra la parità l'
S&P 100 (+0,2%).
Nell'S&P 500, buona la performance dei comparti
informatica (+0,65%) e
utilities (+0,59%). Tra i peggiori della lista dell'S&P 500, in maggior calo i comparti
energia (-1,90%) e
finanziario (-0,69%).
Sull'azionario,
Intel corre con un
rialzo di circa il 6% in scia ai rumours di un
potenziale accordo con
SK Hynix che consentirebbe a quest'ultima di
fabbricare per la prima volta i propri chip di memoria negli Stati Uniti.