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Il fintech oltre la finanza: il 75% delle aziende della Community offre soluzioni che non riguardano il settore finanziario

Economia
Il fintech oltre la finanza: il 75% delle aziende della Community offre soluzioni che non riguardano il settore finanziario
(Teleborsa) - L’ecosistema fintech è cresciuto, è maturato e nel corso degli anni si è trasformato attraverso un percorso che lo ha reso sempre più pervasivo e trasversale all’interno dell’economia.

È questo il quadro che emerge dalla mappatura realizzata da Fintech District a settembre 2026, che ha analizzato le aziende a oggi parte della propria Community: il 75% circa (231 aziende) presenta almeno un ambito di applicazione che riguarda un settore non finanziario. Tra questi, quelli che ricorrono maggiormente sono Retail e GDO (138 aziende), e-commerce (135), Consulenza e liberi professionisti (129), Real estate ed edilizia (118), Utilities (115) e Pharma/Healthcare (112).

I dati restituiscono la fotografia di una Community che è espressione diretta di un settore sempre più ramificato, in cui le diverse competenze sviluppate dalle aziende trovano applicazione in un numero crescente di settori dell’economia reale spingendosi oltre il perimetro dei tradizionali servizi finanziari.

Parallelamente a questa diversificazione, emerge un secondo fenomeno: cresce anche il numero delle aziende che sviluppano competenze su più aree contemporaneamente.

L’evoluzione dell’ecosistema

Dal 2017, anno della sua nascita, l’ecosistema di Fintech District si è progressivamente ampliato e trasformato. Se inizialmente la Community si sviluppava principalmente attorno alle aree più strettamente legate ai servizi finanziari, oggi riflette un mercato in cui tecnologie, competenze e modelli di business convergono sempre più, dando vita a soluzioni trasversali e applicabili a settori differenti.

Per fotografare questa evoluzione, Fintech District ha recentemente analizzato la composizione della propria Community, facendo emergere confini sempre più sfumati tra i diversi ambiti di attività: molte realtà operano infatti a cavallo di più segmenti e non sono più riconducibili a un’unica specializzazione.

Da questa analisi nasce una nuova mappatura dell’ecosistema articolata in 10 macro-categorie, presentate qui in anteprima e destinate a essere progressivamente recepite anche sul sito fintechdistrict.com nelle prossime settimane.

La classificazione rappresenta una fotografia della Community al momento dell’analisi ed è quindi destinata a evolvere nel tempo, anche in funzione dell’ingresso di nuove realtà e dell’evoluzione delle attività delle aziende che ne fanno parte: Investments & Capital Markets, Payments & Orchestration, Data & Decision Intelligence, CX & Agentic Commerce, Compliance & Security, Operations & Financial Management, Lending & Credit, InsurTech, Alternative Funding, Neo-banking.

Ciascuna di queste, a propria volta, comprende 5 sotto-categorie, riflettendo così l’estrema specializzazione dei singoli ambiti che non può più essere descritta con classificazioni tradizionali oramai divenute obsolete. Nel caso dell’InsurTech, ad esempio, le 5 sotto-categorie sono Digital Insurance Distribution, Embedded Insurance, Underwriting, Pricing & Risk Assessment, Claims Management & Insurance Operations, Insurance Data, Analytics & Decision Intelligence.

Da prodotti a competenze trasversali

La mappatura della Community mostra due tendenze opposte: il 25% delle aziende applica le proprie soluzioni in almeno 14 dei 15 settori extra finanziari presi in considerazione, con la categoria Operations & Financial Management in testa al gruppo (oltre il 24%), seguita da Data & Decision Intelligence e Lending & Credit. Si tratta soprattutto di competenze abilitanti – fatturazione elettronica, gestione del credito commerciale, compliance, welfare aziendale – di cui ha bisogno qualsiasi impresa indipendentemente dal settore in cui opera.

Mentre un altro 25% non presenta applicazioni fuori dall’ambito finanziario: qui la fa da padrona la categoria Investments & Capital Markets, che da sola rappresenta oltre un terzo di questo gruppo.

È un segnale della direzione in cui si muove il mercato: le competenze più operative e abilitanti si allontanano più rapidamente dal perimetro finanziario tradizionale, mentre quelle legate alla gestione del capitale restano più ancorate al comparto di origine.

La Community oggi

Ad oggi, al suo nono anno di vita, la Community di Fintech District conta 307 aziende, con l’Italia che conferma il primato in termini di aziende che la rappresentano. Ma, attraverso un percorso di crescita e "contaminazione" internazionale, Fintech District nel corso degli anni ha visto l’ingresso di un numero sempre maggiore di fintech provenienti da altri Paesi, come Francia (17), UK (16), Germania (12), USA (7), Svizzera (7) e Lettonia (7).

Clelia Tosi, Head of Fintech District, ha commentato: "Fintech District è nato con un obiettivo preciso: essere un punto di riferimento per il mondo fintech. Questo ci ha permesso di osservare l’ecosistema dall’interno e cogliere i cambiamenti che lo hanno animato in questi nove anni. Oggi assistiamo a una nuova fase in cui – grazie alla diffusione di tecnologie sempre più cross-industry - il perimetro si è esteso oltre il mondo finanziario e comprende realtà che operano in settori differenti, con aziende che coprono anche più ambiti contemporaneamente. Questo rappresenta il vero valore e la ricchezza di una Community che, non solo cresce in termini numerici e che nel corso degli anni ha rafforzato la sua dimensione internazionale con l’ingresso di aziende provenienti dall’estero, ma che è in grado di mettere insieme player che portano competenze trasversali, rispondendo a nuovi bisogno e nuove logiche di mercato".
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