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BFF Bank, Equita: riduzione calendar provisioning da cessione crediti "non particolarmente risolutiva"

Accordo di cessione portafoglio crediti in Italia e Spagna per 127 milioni. Da valutare offerta Cerberus di aucap fino a 400 milioni.

Finanza
BFF Bank, Equita: riduzione calendar provisioning da cessione crediti "non particolarmente risolutiva"
(Teleborsa) - Ieri BFF Bank ha comunicato di avere sottoscritto un accordo vincolante per la cessione a un fondo di un portafoglio di crediti verso la PA in Italia e Spagna per un valore di bilancio di 127 milioni di euro. Il closing dell’operazione è previsto entro fine ottobre. In Italia, le esposizioni coinvolte riguardano crediti NPL e Past Due nei confronti di enti in dissesto con giudizio definitivo favorevole, mentre il portafoglio in Spagna riguarda accessori di crediti (LPI e spese di recupero) per i quali il capitale è stato già recuperato. L’accordo prevede inoltre un forward flow agreement per la possibile cessione degli LPI e altri accessori futuri che matureranno su esposizioni esistenti o nuove verso debitori pubblici spagnoli.

Sulla base di stime preliminari, l’operazione dovrebbe comportare un impatto negativo a conto economico di 5 milioni, determinare il deconsolidamento di 110 milioni RWAs al 30 settembre (attesi salire a 260 milioni al 2028) e ridurre il calendar provisioning atteso nel 2028 di oltre 30 milioni.

L'operazione riduce leggermente lo shortfall di capitale atteso nel 2028, tuttavia Equita ritiene che "non sia particolarmente risolutiva in quanto di ammontare limitato rispetto agli attivi teoricamente soggetti a calendar provisioning, specialmente a seguito della riclassificazione imposta con l’ultima ispezione".

Ad avviso di Equita, "la neutralizzazione del calendar provisioning tramite il deconsolidamento delle esposizioni coinvolte o la separazione delle attività Factoring dalla licenza bancaria rimane la soluzione preferibile".

Vengono richiamate indiscrezioni riportate da MF, secondo cui il CdA sarebbe interessato ad approfondire l’offerta non vincolante di Cerberus, che eviterebbe la separazione delle attività della banca al costo di un aumento di capitale fino a 400 milioni di euro in due tranche (180 milioni riservati a Cerberus, che otterrebbe una partecipazione pari al 30%; massimi 220 milioni ai soci con diritto di opzione). Opzione che tuttavia, per MF, potrebbe non essere gradita al Governo, considerando la natura sistemica dei crediti. Sul tavolo rimarrebbero le offerte di BPER e Banca CF+, che richiederebbero il coinvolgimento di AMCO per la parte Factoring.
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