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Inwit, i soci di controllo lavorano al delisting. Galli: pronti a dialogare con Poste

Finanza, Telecomunicazioni
Inwit, i soci di controllo lavorano al delisting. Galli: pronti a dialogare con Poste
(Teleborsa) - Si muove qualcosa nell'azionariato di Inwit, società quotata su Euronext Milan e attiva nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni elettroniche. Secondo quanto riportato in esclusiva da Reuters, che cita due fonti vicine al dossier, i soci di riferimento stanno mettendo a punto la struttura finanziaria necessaria per un'eventuale uscita del titolo da Piazza Affari.

Protagonisti dell'operazione sarebbero il fondo francese Ardian, che possiede il 32% del capitale, e Oak Holdings 1, il veicolo con il 39% partecipato da GIP (gruppo BlackRock), Vodafone e KKR. I due azionisti starebbero valutando un'offerta per rilevare le azioni in mano al mercato e avrebbero avviato colloqui con alcuni istituti di credito per finanziarla. Una delle fonti ha aggiunto che il piano prevederebbe anche l'ingresso nel capitale del fondo sovrano di Abu Dhabi Mubadala. Le discussioni, precisa l'agenzia, non sono ancora concluse. Tutti i soggetti coinvolti hanno preferito non commentare, mentre un portavoce di Inwit ha dichiarato che la società non ha informazioni in merito.

L'ipotesi di un ritiro dalla Borsa, dove Inwit è presente dal 2015, circola da febbraio, quando un organo di stampa francese aveva parlato di un interesse congiunto di Ardian e Brookfield. Nel frattempo, però, il quadro si è complicato per lo scontro con i due maggiori clienti, Tim e Fastweb (gruppo Swisscom), che hanno entrambi dato disdetta ai contratti con l'obiettivo di strappare condizioni più vantaggiose.

Proprio su questo fronte è intervenuto Diego Galli, direttore generale della società, in un'intervista pubblicata domenica da Repubblica. Il manager ha ribadito che Inwit intende tutelare la validità del contratto quadro (Msa) siglato con Tim e Vodafone, pur dichiarandosi disponibile a un'intesa condivisa che assicuri gli investimenti sul 5G e permetta all'Italia di colmare il divario con gli altri Paesi. La società gestisce oggi 26mila torri, ma secondo Galli al Paese ne servirebbero almeno 7mila in più. Quanto al progetto di Tim e Fastweb di realizzare in autonomia fino a 6mila nuovi siti, attualmente all'esame dell'Antitrust, il manager sostiene che Inwit sarebbe in grado di coprire quel fabbisogno con costi inferiori, evitando di moltiplicare le infrastrutture.

Galli ha poi spiegato di non aver ancora avuto contatti con Poste Italiane, primo azionista di Tim, di cui però apprezza il progetto industriale di lungo periodo. Sulle indiscrezioni relative a una richiesta di Swisscom di ridurre del 25% il canone, il dirigente non è entrato nel merito, ricordando che la vicenda è ormai nelle mani dei legali e che la società confida nelle valutazioni del Tribunale di Milano, dell'Agcm e della Consob. Rimettere in discussione un accordo firmato in buona fede, ha avvertito, creerebbe un precedente pericoloso agli occhi degli investitori infrastrutturali internazionali.
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