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Crisi d’impresa, CRIBIS: 2.158 liquidazioni giudiziali in Italia nel terzo trimestre 2026, +13,6% sul 2025

Colpiti soprattutto commercio, Lombardia e Lazio

Economia
Crisi d’impresa, CRIBIS: 2.158 liquidazioni giudiziali in Italia nel terzo trimestre 2026, +13,6% sul 2025
(Teleborsa) - Nel terzo trimestre del 2026 sono state registrate in Italia 2.158 liquidazioni giudiziali, in aumento del 13,6% rispetto alle 1.899 dello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall'analisi realizzata da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nelle informazioni commerciali su aziende italiane ed estere, aggiornata a settembre 2026.

Il dato trimestrale conferma una crescita delle procedure rispetto allo scorso anno, nonostante la flessione registrata rispetto al secondo trimestre 2026, quando le liquidazioni erano state 2.645. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia un incremento del 14,9% rispetto al terzo trimestre 2024 e del 38,1% rispetto allo stesso periodo del 2023. Le procedure restano invece inferiori del 7,3% rispetto al terzo trimestre 2019, ultimo anno prima della pandemia.

Lombardia e Lazio si riconfermano in testa, il Piemonte sale al terzo posto

A livello territoriale, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di liquidazioni giudiziali nel terzo trimestre del 2026, con 419 casi, pari al 19,4% del totale nazionale. Seguono il Lazio, con 293 procedure (13,6%), e il Piemonte, con 183 (8,5%). Complessivamente, queste tre regioni concentrano il 41,5% delle liquidazioni giudiziali registrate in Italia nel trimestre.

Rispetto allo stesso periodo del 2025, la Lombardia registra un incremento del 4,8%, passando da 400 a 419 procedure, mentre nel Lazio la crescita raggiunge il 21,6%, con 52 casi in più rispetto ai 241 dell'anno precedente. Più marcato l'aumento in Piemonte, dove le liquidazioni passano da 150 a 183 (+22%).

Seguono il Veneto con 177 casi, la Campania con 175, la Toscana con 174 e l'Emilia-Romagna con 161. All'estremo opposto si collocano la Valle d'Aosta, con 2 procedure, il Molise con 4, la Basilicata con 8 e il Trentino-Alto Adige con 18.

Il Commercio resta il comparto con più liquidazioni giudiziali

Dal punto di vista settoriale, tra i principali comparti analizzati, il Commercio registra il maggior numero di liquidazioni giudiziali, con 695 casi nel terzo trimestre del 2026. Seguono i Servizi con 485 procedure, l'Edilizia con 432 e l'Industria con 338.

Rispetto al trimestre precedente, tutti e quattro i comparti registrano una riduzione delle procedure: il Commercio passa da 835 a 695 casi, i Servizi da 602 a 485, l'Edilizia da 550 a 432 e l'Industria da 433 a 338.

Rispetto allo stesso trimestre del 2025, invece, tutti e quattro i comparti registrano un aumento: il Commercio registra un incremento del 30,4%, passando da 533 a 695 procedure, mentre i Servizi crescono del 4,3% e l'Edilizia del 7,7%. Anche l'Industria registra un aumento, passando da 323 a 338 casi (+4,6%).

Nel terzo trimestre del 2026 sono stati inoltre registrati 131 concordati preventivi, in crescita del 44% rispetto ai 91 dello stesso periodo del 2025 e sostanzialmente stabili rispetto ai 132 del trimestre precedente.

Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS, commenta: "L’aumento del 13,6% delle liquidazioni giudiziali nel terzo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 conferma che una parte del tessuto imprenditoriale italiano continua ad affrontare difficoltà significative. In una fase come quella attuale, il caro energia e i rincari dei carburanti fanno aumentare i costi di produzione e di trasporto, alimentano pressioni sui prezzi lungo tutta la catena di approvvigionamento. In questo contesto, adottare un approccio preventivo alla gestione del rischio significa integrare la conoscenza dei propri partner commerciali nelle scelte di sviluppo dell’impresa. Monitorarne con continuità la solidità finanziaria e i comportamenti di pagamento permette di individuare tempestivamente eventuali segnali di difficoltà e calibrare le condizioni commerciali. Disporre di informazioni aggiornate e strumenti di analisi affidabili diventa quindi essenziale per tutelare la liquidità e cogliere nuove opportunità di crescita, preservando l’equilibrio finanziario dell’azienda".
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