Wall Street conferma il rimbalzo: occhi sulla prossima settimana tra PCE, Fed e Nvidia
(Teleborsa) - Wall Street rimbalza nella seduta odierna dopo il forte calo registrato nella giornata precedente, ma i principali indici restano orientati a chiudere la settimana in territorio negativo, penalizzati dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dalle tensioni geopolitiche. Il Dow Jones continua la giornata con un aumento dello 0,73%, a 53.143 punti; sulla stessa linea, piccolo scatto in avanti per l'S&P-500, che arriva a 7.681 punti. Poco sopra la parità il Nasdaq 100 (+0,39%); con analoga direzione, guadagni frazionali per l'S&P 100 (+0,51%).
Il comparto tecnologico resta tra i più penalizzati nell’arco della settimana, sotto pressione per il forte aumento dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza. Le preoccupazioni sull’aumento del debito pubblico statunitense, sui maggiori costi di finanziamento e sulla persistente inflazione hanno spinto martedì il rendimento del Treasury trentennale ai massimi da 19 anni.
L’annuncio del segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo cui il governo potrebbe aumentare ulteriormente i riacquisti di Treasury dopo l’intervento a sorpresa di mercoledì, ha fornito un sollievo solo temporaneo ai mercati.
Sul fronte geopolitico, Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti imporranno all’Iran le "sanzioni più dure della storia", sostenendo che la misura potrebbe ridurre la necessità di nuove importanti operazioni militari. Lo stallo tra Washington e Teheran ha contribuito a mantenere il petrolio in rialzo per la sesta seduta consecutiva.
Sul fronte macroeconomico, la stima preliminare dell’indice S&P Global PMI per agosto si è attestata a 53,2 punti, contro i 53,9 attesi dagli economisti intervistati da Reuters.
L’attenzione si sposta ora sulla prossima settimana, quando saranno pubblicati i dati sulle spese per consumi personali (PCE), l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Federal Reserve. I mercati seguiranno inoltre l’intervento del presidente della Fed Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole, alla ricerca di indicazioni sul futuro percorso dei tassi.
Sempre la prossima settimana sono attesi i risultati trimestrali di Nvidia, considerati un nuovo importante banco di prova per il comparto dell’intelligenza artificiale.
Apprezzabile rialzo nell'S&P 500 per i comparti materiali (+2,19%), sanitario (+1,60%) e beni di consumo secondari (+1,00%). In fondo alla classifica, sensibili ribassi si manifestano nel comparto utilities, che riporta una flessione di -1,35%.
In cima alla classifica dei colossi americani componenti il Dow Jones, Salesforce (+2,43%), Merck (+2,36%), Cisco Systems (+2,15%) e IBM (+1,98%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su Boeing, che ottiene -0,67%.
Tra i best performers del Nasdaq 100, MicroStrategy Incorporated (+6,50%), Ross Stores (+4,78%), Tesla Motors (+4,72%) e Alnylam Pharmaceuticals (+3,77%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Marvell Technology, che prosegue le contrattazioni a -6,65%.
Vendite su American Electric Power Company, che registra un ribasso del 2,86%.
Seduta negativa per ARM Holdings, che mostra una perdita del 2,53%.
Sotto pressione Xcel Energy, che accusa un calo del 2,20%.
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