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Braga Moro, dall'IPO all'MBO: come nasce l’operazione

Prima il debutto all'EGM, poi l'OPA ed il delisting pianificati dal top management, che scommette su una storia di successo "stand alone"

Finanza
Braga Moro, dall'IPO all'MBO: come nasce l’operazione
(Teleborsa) - A meno di un anno dalla quotazione in Borsa, Braga Moro si è delistata in seguito all’OPA lanciata da Strategic Power Holding (SPH) attraverso la società veicolo Power Conversion Holding (PCH), costituita ad hoc per l’operazione. Un passaggio che, come raccontato dall’AD di Braga Moro, Andrea Passanisi e da Marco Bariletti (oggi Direttore Generale) ha preso le mosse dalla convinzione del management che un passo necessario da compiere per continuare a crescere.

"L'operazione nasce dall'idea condivisa con l'Amministratore Delegato Andrea Passanisi di acquisire il 100% di Braga Moro con un MBO, anzi per la precisione con un ‘Management-backed Buy-out’, coinvolgendo i manager di riferimento della società, nell'intento di focalizzarne i piani di crescita futura e concentrarne le risorse su uno sviluppo standalone, facendo leva sugli ottimi risultati realizzati nell'ultimo biennio, che hanno proiettato l'azienda in una dimensione sempre più internazionale", racconta il Dg Bariletti.

L'operazione si è configurata appunto come un Management-backed Buy-out (MBO), una operazione strategica studiata nei dettagli dal management, convinto delle potenzialità della società che sviluppa sistemi di alimentazione complessi per settori critici. "Braga Moro è una realtà con radici profonde nell'elettronica di potenza industriale: da oltre ottant'anni progettiamo e costruiamo sistemi critici per l'alimentazione destinati ai contesti dove la continuità dell'energia non ammette interruzioni: produzione e distribuzione di energia, oil & gas, grandi infrastrutture, ferroviario e gallerie, applicazioni navali. È un mestiere fatto di competenza ingegneristica, affidabilità e relazioni di lungo periodo" sottolinea l'Ad Passanisi, facendo cenno ai rapporti "consolidati" con i principali operatori e utilities energetiche italiani ed a partnership internazionali di lungo corso come quella trentennale con Saudi Electricity Company.

L'Ad Passanisi, che oggi detiene l’8%, ed il Dg Bariletti, con il suo 2%, hanno dunque creduto in una storia di successo e delineato un'operazione complessa articolata in numerosi passaggi: l’individuazione di partner finanziari; la disponibilità dei soci a vendere; l’individuazione di un acquirente per l'asset non core Cipierre Elettronica ed il piano "stand alone". Bariletti definisce "sfidante" il processo di individuazione di partner finanziari disposti a condividere "la strategia di fondo e le notevoli potenzialità della società" e ricorda che il nodo della vendita di Cipierre si è risolto "in virtù dell'interesse manifestato ad acquisirlo da parte degli stessi soci principali venditori di Braga Moro".

Un lavoro puntuale che ha generato un effetto win-win per tutte le parti coinvolte, con un ritorno superiore al 100% per gli azionisti che avevano investito meno di un anno fa in sede di quotazione in Borsa (uno dei migliori nella storia delle OPA in Italia). "Il segreto del successo dell'intero progetto - sottolinea il Dg - è risieduto innanzitutto nell'aver individuato da subito la combinazione di struttura e valori vincente per soddisfare adeguatamente gli interessi di tutti i protagonisti delle due transazioni. L'operazione ha generato anche un esito molto positivo per gli azionisti che avevano investito in Braga Moro l'anno scorso, in occasione della quotazione in Borsa, i quali hanno registrato in meno di un anno un ritorno sull'investimento superiore al 100%, realizzando una delle migliori performance nella storia delle OPA del nostro paese".

Dopo l’approdo sull’EGM, vetrina ideale per una realtà quale Braga Moro, che ha visto i risultati crescere a doppia cifra durante la sua breve esperienza a Piazza Affari, il nuovo assetto garantirà nuova linfa all’azienda per incrementare il percorso di crescita in Italia e all'estero. "Abbiamo aperto contestualmente le sedi di Forlì e di Dubai, per supportare la crescita nel settore industriale e delle infrastrutture critiche; abbiamo sviluppato la presenza in APAC; siamo entrati in Nord America grazie agli accordi di distribuzione con HGS; e abbiamo aperto i mercati LATAM. A coronamento di questo percorso di espansione, lo scorso anno abbiamo quotato la società su Euronext Growth Milan: una tappa che ci ha dato visibilità, disciplina e nuove risorse per sostenere la crescita", spiega l'Ad Passanisi.

"Questo salto si è tradotto in numeri: un incremento notevole, a doppia cifra, sia del fatturato sia dell'EBITDA. Ma i risultati raggiunti sono, per noi, solo il punto di partenza. Per entrare da protagonisti nei mercati target e cogliere appieno il potenziale che abbiamo davanti", prosegue il manager, aggiungendo che "Braga Moro ha bisogno di potenziare la propria spinta industriale: di accelerare gli investimenti, di rafforzare la capacità produttiva e commerciale, di consolidare la presenza nelle geografie in cui abbiamo appena messo radici. La società è già presente all'estero in diverse geografie - Dubai, Arabia Saudita, Nord America, Asia Pacifico e Sud America - ed ha allo studio l'ingresos in nuovi mercati ed un futuro ricco di nuove opportunità da cogliere.
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