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Governativi euro, nessun segnale di frammentazione del mercato ma QT è fattore di rischio

La ricerca di Intesa

Finanza
Governativi euro, nessun segnale di frammentazione del mercato ma QT è fattore di rischio
(Teleborsa) - I governativi euro hanno "finora reagito in modo composto" allo shock della guerra in Medio Oriente e, nonostante l'allargamento degli spread tra core e non core, "non vi sono segnali evidenti di frammentazione del mercato". Lo si legge in una ricerca di Intesa Sanpaolo, firmata da Chiara Manenti, Head of Rates, FX and Commodities Research, dove viene anche fatto notare che - nel medio termine - la gestione del QT, insieme ad un ciclo di rialzo dei tassi, saranno delle grandi sfide per gli equilibri di mercato.

Lo scenario per il mercato dei governativi è soggetto ad una serie di rischi che derivano non soltanto dalla crisi energetica in corso, ma soprattutto dal bilanciamento della risposta della BCE al quadro macroeconomico che si sta configurando nell'Eurozona, con un'inflazione destinata a salire nel range 3,5%-4,5%, ben al di sopra dell'obiettivo. Un fattore importante per valutare l'entità della risposta della politica monetaria alla crisi è quello dell'aumento delle aspettative d'inflazione di lungo termine, che al momento restano ancorate all'obiettivo del 2%. All'opposto, l'effetto negativo dello shock energetico sulla crescita, che sarà solo in minima parte controbilanciato dalla risposta della politica fiscale, potrebbe attutire nel medio termine la risposta della BCE.

La gestione della politica monetaria non si basa tuttavia solo sugli strumenti convenzionali: nella prospettiva di avvio di un ciclo di rialzo dei tassi, il proseguimento del quantitative tightening rappresenta un grande fattore di rischio per il mercato governativo. In base ai dati già resi noti dalla BCE, le scadenze di titoli di stato nei suoi portafogli ammontano a circa 240 miliardi di euro da qui a fine anno e a 310 miliardi di euro nel 2027. La riduzione del bilancio BCE sarà dunque significativa, con le riserve in eccesso del sistema bancario che ceteris paribus per scenderanno al 30% del bilancio BCE, al di sotto del livello pre Covid del 38% e vicine ai livelli medi del 2016, si legge nella ricerca di Intesa.

"In una fase rialzo dei tassi sarà molto difficile per la BCE rallentare o sospendere il QT cosicché il mercato governativo dovrà rispondere ad un duplice canale di pressione, senza contare anche l'effetto di probabili nuovi interventi fiscali, che determineranno un ulteriore aumento dell'offerta - viene sottolineato - Attualmente il mercato, pur in un contesto di allargamento degli spread, sembra muoversi in modo ordinato".
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