(Teleborsa) -
Bitcoin ancora sotto pressione. Oggi la criptovaluta più diffusa al mondo ha esteso una
fase ribassista già in atto, inserendosi in un clima di marcata
avversione al rischio che ha riguardato diverse asset class, scivolando temporaneamente intorno a quota
72.000 dollari. Si tratta di livelli che non si vedevano da circa 15 mesi, nel contesto di una più ampia ondata di vendite che ha investito i mercati globali.
Nella seduta odierna, Bitcoin è arrivato a perdere fino al 5,4%, scendendo a 72.047 dollari. Si tratta del livello più basso registrato dal
6 novembre 2024, il giorno successivo alla rielezione di
Donald Trump alla presidenza degli
Stati Uniti. Il movimento ribassista segna un ulteriore deterioramento rispetto ai massimi toccati in ottobre dello scorso anno, dai quali la criptovaluta ha ormai perso oltre il 40% del proprio valore.
Il calo di metà settimana si distingue, per intensità e contesto, dalle flessioni osservate nei giorni precedenti. Se le prime discese erano state attribuite prevalentemente a
liquidazioni interne al mercato delle criptovalute, la dinamica di oggi appare invece collegata a
tensioni più ampie sui
mercati finanziari globali. La vendita di Bitcoin si è infatti inserita in un movimento sincronizzato di riduzione dell’esposizione al rischio da parte degli investitori.
La pressione si è estesa anche ai
mercati azionari, con il
Nasdaq 100 che ha registrato una perdita superiore al 2%. Le vendite hanno colpito in particolare i titoli più sensibili ai
tassi di interesse, tra cui società software, produttori di chip e altri comparti tecnologici.