(Teleborsa) -
Tutti negativi in chiusura gli indici di Piazza Affari e degli altri principali listini europei. Intanto il mercato americano mostra scambi in ribasso. Il focus resta sul protrarsi della
guerra in Medio Oriente, mentre i
prezzi del petrolio sono ancora in aumento a causa delle preoccupazioni per l'interruzione dell'approvvigionamento. "Lo
Stretto di Hormuz deve restare chiuso", ha detto
Mojtaba Khamenei la Guida suprema iraniana nel suo primo messaggio al paese. Parole che hanno spinto il Brent a superare nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile, per poi ritracciare e attestarsi ora intorno a quota 99.
A
Milano, si è distinta
Leonardo che ha
aggiornato il piano, prevedendo ordini cumulati per 142 miliardi di euro al 2030; seguono
Eni,
Telecom e
Generali, che ha
chiuso il 2025 con profitti record e confermato tutti i target del piano. Scivolano in coda, invece, le banche con
Mps,
Mediobanca e
UniCredit.
Sul fronte
macroeconomico, negli Stati Uniti, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i
sussidi di disoccupazione è diminuito di 1.000 unità a quota 213.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, contro attese per un dato a 215.000.
Prevale la cautela sull'
euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,40%. Perde terreno l'
oro, che scambia a 5.122,4 dollari l'oncia, ritracciando dell'1,06%. Giornata di forti guadagni per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo dell'8,65%.
Sensibile peggioramento dello
spread, che raggiunge quota +77 punti base, aumentando di 4 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,73%.
Tra i listini europei deludente
Francoforte, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia, fiacca
Londra, che mostra un piccolo decremento dello 0,47%, e preda dei venditori
Parigi, con un decremento dello 0,71%.
Segno meno in chiusura per il listino milanese, in una sessione caratterizzata da ampie vendite, con il
FTSE MIB che accusa una discesa dello 0,71%; sulla stessa linea, giornata negativa per il
FTSE Italia All-Share, che archivia la seduta a 46.839 punti, in calo dello 0,93%.
Depresso il
FTSE Italia Mid Cap (-3,11%); con analoga direzione, in netto peggioramento il
FTSE Italia Star (-3,16%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, brilla
Leonardo, con un forte incremento (+5,69%). Andamento positivo per
ENI, che avanza di un discreto +2,26%. Ben comprata
Telecom Italia, che segna un forte rialzo dell'1,99%.
Generali Assicurazioni avanza dell'1,48%.
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su
Banca MPS, che ha chiuso a -4,33%. Sensibili perdite per
Mediobanca, in calo del 3,88%. Si concentrano le vendite su
Unicredit, che soffre un calo del 3,74%. Vendite su
Inwit, che registra un ribasso del 3,54%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Ferragamo (+10,93%),
Zignago Vetro (+4,28%),
WIIT (+3,53%) e
Intercos (+1,38%).
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su
Reply, che ha chiuso a -14,79%. In apnea
MFE A, che arretra dell'11,99%. Tonfo di
MFE B, che mostra una caduta dell'11,06%. Lettera su
Webuild, che registra un importante calo dell'8,87%.